Mixed by chi?

Può un racconto di cronaca giudiziaria diventare una favola romantica? Può ciò che il mondo definisce reato diventare una storia che ispira gli altri a credere nei sogni? Se la storia viene raccontata dalla poetica di Sidney Sibilia probabilmente la risposta è sì. Il regista e produttore di Salerno evidentemente sa di avere una poetica in grado di smuovere gli animi dal profondo e Mixed by Erry, l’ultima sua opera cinematografica uscita il 2 marzo in tutte le sale ne è la prova.

La cronaca la conosciamo un po’ tutti, tra l’inizio e la fine degli anni 80 i tre fratelli Frattasio mettono in piedi un impero che ha le proprie fondamenta in un oggetto che poi diventerà il simbolo di quel periodo, la musicassetta. Già perché Angelo, Giuseppe ma soprattutto Enrico Frattasio alias “Mixed By Erry”  realizzano e vendono compilation musicali che in poco tempo diventano richiestissime diventando in poco tempo l’etichetta discografica più importante d’Italia. Unico limite di tutta la faccenda? E’ tutto dannatamente illegale, infatti, nel 1991 i tre vengono arrestati e saranno ricordati dalla storia della discografia come i primi Pirati.

Il film però va ben oltre la storia, cerca di tirare fuori la ricerca del sogno di un ragazzo timido che vuole fare il dj e che ha una grande passione per la musica, ma anche la capacità di capire i gusti delle persone. Il risultato di questa ricerca è che nel guardare il film lo spettatore inizia a tifare per i Frattasio  dimenticandosi della pirateria, della finanza e della camorra. Eh già,  perché se vuoi raccontare il quartiere di Forcella negli anni 80 devi inevitabilmente bussare alla porta di Luigi Giuliano e della sua famiglia, ma anche questa operazione riesce perfettamente e diventa solo un contesto dove accadono i fatti principali quindi dimenticatevi sparatorie o violenza gratuita. Questo film è malinconicamente divertente, i personaggi, la rappresentazione della società, le acconciature, ma soprattutto la musica ti portano indietro nel tempo ma lo fanno con la leggerezza di un ragazzo che nella vita, “voleva solo fare le compilation” e allora per giudicare degnamente un film che va visto assolutamente voglio scomodare Humphrey Bogart…

Copiala ancora Erry

Roberto Musella

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