

Vince il Milan e fa suo il primo round dei quarti di champions. Un 1-0 che lascia però aperta la pratica qualificazione per come è maturato, soprattutto in considerazione di una prestazione del Napoli sicuramente all’altezza. Cosa che non tutti si aspettavano dopo le non convincenti ultime due uscite in campionato e, soprattutto, per l’ancora forzata assenza di Osimhen.
Il Napoli invece esce a testa alta dal Meazza, ed il risultato sul campo gli sta’ sicuramente stretto. Più giusto sarebbe stato un pari, sfiorato clamorosamente dal Napoli addirittura in inferiorità numerica con Di Lorenzo nel finale.
Qui Maignan, reattivo a dismisura, con la mano di richiamo ha letteralmente tolto la palla dalla rete ricacciando in gola il grido del gol a tutti i tifosi napoletani. Ma si sa, nessuna impresa viene portata a termine senza un po’ di sana fortuna. E gia’ l’inizio gara aveva visto fallire al Napoli un gol incredibile dopo appena una cinquantina di secondi. Sbandata della difesa milanista e tiro poco fortunato di Kvara che impattava sulle gambe di un difensore a portiere battuto. Sarebbe stata sicuramente un’altra partita. Invece, dopo una buona mezz’ora del Napoli, padrone assoluto della manovra con buon pressing portato a tutto campo, il Milan ha trovato la ripartenza giusta ingenuamente non stroncata sul nascere dagli azzurri.
Fulmineo capovolgimento di fronte e gol di Bennacer. Su questo gol il Milan ha costruito la sua vittoria.
Il Napoli però non ha assolutamente demeritato ed il probabile, speriamo, recupero di Osimhen, potrebbe sicuramente alterare l’equilibrio tattico che sembra aver trovato Pioli per battere il Napoli, schierando stasera una squadra ancora una volta spigolosa e pronta allo scontro fisico.
Un Milan graziato a più riprese da un inguardabile arbitro, che ha distribuito svariati bonus ai rossoneri sotto forma di mancati cartellini gialli. Quelli che invece sono stati prontamente sventolati a più riprese agli azzurri, decretando l’espulsione di Anguissa e una ammonizione fatale per Kim. Risultato, due pedine in meno per Spalletti al ritorno.
Uno Spalletti chiaro e preciso in conferenza stampa, nel richiamare, per così dire, all’ordine il tifo organizzato e non, minacciando addirittura di uscire dal campo se il Maradona dovesse riproporre le ignobili scene già viste col Milan in campionato, sotto forma di stadio silente.
Servirà, invece, uno stadio infuocato, travolgente, oltre che azzurro ed imbandierato a festa per fargliela anche vedere a” quelli de Milan” di che pasta siamo fatti. Magari trovando uno slogan migliore per sfotterli sportivamente rispetto al loro penoso “acqua e sapone”. Un Maradona, insomma, che dovrà spingere con il suo tifo infernale gli azzurri verso una qualificazione in cui bisogna crederci, tutti.
Società, calciatori, tifosi, stampa. Tutti uniti per scrivere la storia.
Raffaele Castiello



