
Conte aveva chiesto ai suoi, nell’immediata vigilia dell’incontro con il Cagliari, di imparare a sporcarsi all’occorrenza anche le mani per vincere. Detto fatto. E per circa 65 minuti il Napoli ha tenuto botta alla veemenza fisica degli uomini di Nicola. Ha sofferto non poco alcune situazioni di gioco create dai cagliaritani, difendendo coi denti il vantaggio di capitan Di Lorenzo, al suo secondo sigillo stagionale. Ben fatto Capitano!
Per la verità le mani se le è letteralmente sporcate il buon Meret, autore di tre interventi miracolosi, tra fine primo tempo ed inizio ripresa, che hanno tenuto il Napoli in vantaggio, negando il pareggio al Cagliari che lo avrebbe, forse, anche meritato.
Poi, in cinque minuti, dal 66esimo al 70esimo, è stato a tutti chiaro perché il primo della lista che Conte aveva indicato a De Laurentiis come elemento centrale del suo nuovo progetto napoletano, fosse Romelu Lukaku.
Il belga, uscito vivo dalla personale battaglia fisica, a sportellate, con il gigante rossoblu’ Yerry Mina, ha prima mandato a rete Kvara con una classica giocata del suo repertorio: risalita, protezione palla e lancio filtrante . Per poi chiudere da far suo e da centravanti puro sotto misura l’invito del georgiano che aveva approfittato di un evidente errore in uscita di Scuffet. Taac, per dirla alla Pozzetto. Terzo gol e vittoria in cassaforte.
Il risultato però, arricchito dal gol di Buongiorno che ha servito il poker agli esagitati e pirotecnici tifosi cagliaritani, non deve trarre in inganno perché il Napoli ha sofferto forse più del dovuto. Portandosi, troppo spesso, dalle parti della sua area di rigore la squadra cagliaritana. Apparendo, in alcuni frangenti, ancora lunga sul terreno di gioco. Con la difesa troppo bloccata. Concedendo occasioni da gol limpide che, solo la serata magica di Meret, ha reso innocue.
Conte, apparso in conferenza stampa sorridente e contento della importante vittoria , avrà certamente preso nota. D’altra parte, il suo “amma fatica’”, sembra già aver dato un buon risultato su qualche interprete apparso ad inizio campionato sotto tono.
L’Anguissa di oggi, per esempio, è sembrato in grande spolvero, avviato sulla strada del completo recupero fisico. Sempre nel vivo del gioco e pronto a battagliare in mezzo al campo alla conquista delle seconde palle, quelle sporche che ribaltano l’azione. Come in occasione del vantaggio azzurro. Un Anguissa in forte crescita.
Come tutto il Napoli d’altronde, pronto a giocarsi quanto prima tutte le armi di cui dispone. A cominciare dai due giovanotti scozzesi, McTominay e Gilmour, che hanno fatto il loro esordio ufficiale in maglia azzurra, facendo subito intuire di che pasta sono fatti, dando anche il loro personale contributo alla vittoria.
Una vittoria importante. D’alta quota, visto che, complice il sofferto pareggio dell’Inter in quel di Monza, lancia, momentaneamente, il Napoli in testa alla classifica, in solitaria, seppure per una sola sera. Ed alla vigilia della sfida con la vecchia signora di sabato prossimo.
Per carità, siamo solo alla quarta giornata, ma comunque niente male, per dare ancora maggiore risalto ad una sfida che si preannuncia infuocata e densa di spunti tecnici, tra due squadre che saranno assolute protagoniste della stagione.
Sarà il Conte day, un misto tra professione e sentimento per il tecnico salentino. Tra ricordi di un passato glorioso ed un futuro da scrivere, possibilmente, in tinta azzurra.
Raffaele Castiello




