Napoli, vittoria rocambolesca sul Parma: Lukaku c’è e si vede

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Ultimi secondi da brividi al Maradona. Al minuto 105 di un interminabile recupero, Meret ci ha messo i guantoni evitando il 2 – 2 ed un pareggio che il Parma, per atteggiamento spavaldo e padronanza nel palleggio mostrati per lunghi tratti dell’incontro, avrebbe ampiamente meritato.

E si che sarebbe stata una beffa dopo una partita ripresa in maniera rocambolesca addirittura nei minuti di recupero. Ma il calcio, si sa, regala emozioni vere proprio perché nulla è mai scontato. Fino all’ultimo pallone che rotola. E così il Napoli ha acciuffato una vittoria pesante. Che fa morale dopo le ultime vicissitudini del calcio mercato che in chiusura ha regalato a Conte i due scozzesi, McTominay e Gilmour, fortemente voluti dal tecnico leccese.

Vittoria importante per come è arrivata. Per la classifica, per la crescita di autostima del gruppo. Dopo un primo tempo dove  il Napoli ha sbandato parecchio, mostrando lacune organizzative, di reparto ed individuali su cui Conte dovrà ancora lavorare parecchio. In balia di un Parma schierato ottimamente dal mai dimenticato Fabio Pecchia. Passato azzurro prima sul prato del San Paolo e poi secondo prediletto in panchina di mister Rafa Benitez. Poi anche avvocato, complimenti!

Un Parma spumeggiante, pronto a ribaltare l’azione portando molti uomini nella metà campo azzurra. Uomini con la Kavasaki sotto i piedi, come scherzosamente ha commentato Conte in conferenza stampa. E per questo difficili da contrastare per un Napoli apparso sorpreso dall’atteggiamento propositivo dei parmensi.

Una squadra, quella ducale, che ha disegnato bel calcio. Veloce, in profondità, coprendo tutti gli spazi ed affondando con irrisoria facilità dalle parti di Meret. Primo tempo per questo  da incorniciare e vantaggio più che meritato, propiziato da un rigore giunto alla fine di un’azione dove i ragazzi di Pecchia di sono letteralmente mangiati il centrocampo azzurro.

Dove Lobotka ed Anguissa hanno sofferto le pene dell’inferno. E non solo loro. Tutto il Napoli, infatti, non è quasi mai riuscito nella prima frazione di gioco ad arginare il palleggio a tutto campo del Parma che ha chiuso, fortunatamente per gli azzurri,  solo con il minimo vantaggio il primo tempo. Una traversa ed un palo, hanno detto bene al Napoli.

Un Napoli molle, slegato tra i reparti, che apriva le solite praterie utili alle ripartenze dei parmensi. Poca pericolosità in attacco con il solo Kvara a tentare di dare una scossa ai compagni. Scossa che, evidentemente, Conte ha dato ai suoi nell’intervallo. Perché almeno, nel secondo tempo, il Napoli ha iniziato meglio, più compatto, limitando il gioco dei ducali ed alzando la corsia esterna sinistra con Spinazzola al posto di un non pervenuto Olivera.

Nell’attesa di calare l’asso: Big Rom. Che si è dovuto accontentare della numero 11. Perché la 9 è ancora, incredibilmente, a mercato chiuso, sulle spalle di Osimhen. Ma poco importa perché, di centravanti di razza si tratta. E Romelu ha puntualmente marcato il cartellino, centrando la porta parmense alla prima vera occasione che gli è capitata, quando ormai si era già al recupero! Da bomber vero, da uomo che fa reparto da solo. E per questo voluto fortemente da Antonio Conte. Uno, Big Rom, che sposta gli equilibri. Che ha letteralmente suonato la carica dopo il pareggio, convinto che si potesse addirittura vincere.

Buon profeta il belga perché la stoccata vincente è arrivata quasi allo scadere dell’interminabile ma giusto recupero concesso dal direttore di gara. Zambo Anguissa, deludente pero’ per lunghi tratti della gara, ha staccato di prepotenza su ottimo assist di Neres, ancora lui, regalando la vittoria al Napoli, trafiggendo l’incredulo portiere parmense.

Incredulo perché, per la verità, proprio portiere non era il buon Delprato, subentrato tra i pali dopo l’espulsione del suo compagno Suzuki che i guantoni li indossa davvero. E sperava di portare a termine la sua impresa nel non subire gol. Buon per il Napoli che non è riuscito nel suo intento. Qualche volta la Fortuna, con la F maiuscola può aiutarti davvero.

Forse anche Conte l’avrà pensato nel momento del gol di Anguissa, mentre dava sfogo alla sua tensione esultando  con una corsa liberatoria. Tre punti benedetti avrà sicuramente pensato. Buoni ma che non devono esaltare più di tanto. C’è, infatti, ancora molto da lavorare per dare un’identità al suo nuovo Napoli. Ma con un super Big Rom è più che lecito pensare in grande e ” per sognare poi qualcosa arriverà “.

Raffaele Castiello