Napoli, ora il Tricolore

Sfumato il sogno Champions, in un doppio confronto contro un Milan cinico e sparagnino, per il Napoli si apre l’ultima fase del campionato. Quella che porterà a far entrare nella storia il presidentissimo Aurelio de Laurentiis. Il coronamento di un progetto iniziato nel lontano 2004 senza nemmeno i palloni, come ama spesso raccontare don Aurelio.

Lo scudetto, il terzo della storia del Napoli, è lì a portata di mano e renderà solo un ricordo, amaro quanto si voglia, l’eliminazione dalla massima competizione per club materializzatasi l’altra sera al Maradona.

Dove il Napoli ha commesso errori imperdonabili in una partita da dentro o fuori. Gli stessi, purtroppo, già commessi nelle due precedenti sfide con il Milan sia in campionato che nell’andata dei quarti di champions.

Il Napoli ha sofferto di un male fastidioso eppure evitabile: la ripartenza. Che ha assunto le sembianze nefaste del portoghese volante rossonero. A Rafael Leao non è sembrato vero di trovare ancora davanti a se praterie inesplorate nelle quali lasciare il segno.

Troppo bravi i ragazzi azzurri, Giovanni ed Amir, ai quali non sono stati nemmeno sfiorati dall’idea di fare il cosiddetto “fallo tattico” per interrompere la cavalcata di Leao che ha fatto, puntualmente, male in occasione del vantaggio rossonero. Come in campionato. All’andata, in champions, ci aveva pensato invece Brahim Diaz a far male. Ma sempre di una ripartenza si era trattato.

Misteri del calcio, perché non è credibile che Spalletti non abbia abbondantemente analizzato questo aspetto con i suoi in fase di preparazione dell’incontro, suggerendo le giuste contromisure. Mistero ancora più grande l’improvviso blackout dell’arbitro Marciniak, il solo a non vedere il fallo da rigore su Lozano, al minuto 37 del primo tempo. Testuali parole di mister Spalletti, da Certaldo.

In verità un rigore al Napoli è stato pure concesso. Sarebbe stato quello del pari ad un quarto d’ora circa dalla fine. Ma Kvara, al quale non sembrava vero di poter finalmente respirare e liberarsi dalla morsa dei raddoppi di marcatura studiati per lui da Pioli, ha pensato bene di sbagliare il tiro dal dischetto. Rimandato a settembre!

Ma tant’è e, come suol dirsi, cosa fatta capo a “Scurdammece o,’ passato”, perché ora è solo il momento di raccogliere i frutti di una stagione che resta meravigliosa ed oltre ogni aspettativa per capitan
Di Lorenzo e compagni. Ai quali vanno fatti anche i complimenti per le emozioni che ci hanno saputo regalare in questo cammino champions, con lo storico primo accesso ai quarti.

Adesso è il tempo di far quadrare i conti in classifica senza l’aiuto di formule complicate ed improbabili teoremi.
Ad otto giornate dalla fine e con +14 sulla Lazio, il numero magico è 11. Che vorrebbe dire 86 punti totali per il Napoli, a questo punto irraggiungibile da Sarri e i suoi anche in caso di un filotto di 8 vittorie consecutive.

È molto probabile, comunque, che possano bastarne anche meno di punti, visto il calendario non proprio in discesa della Lazio.

Ma sempre di punti da fare si tratta, e bisogna ricominciare a collezionarli a partire da domenica prossima facendo, possibilmente, uno sgarbo alla vecchia signora. E forse, la gara contro gli uomini di Allegri, in questo momento è un bene perché il Napoli saprà sicuramente ritrovare gli stimoli giusti per ripartire dopo la scoppola dell’eliminazione in champions.

Ed allora, pronti via! Perché la festa è ancora qui! L’azzurro imperversa. Napoli tutta freme e vuole abbracciare i suoi campioni per la festa Tricolore.

Raffaele Castiello

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