Napoli forza 4 a via del mare: da Lecce un segnale forte al campionato

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Seconda vittoria consecutiva nel segno del 4. Un altro poker d’autore, dopo soli 3 giorni dalla vittoria contro l’Udinese, rifilato ad un Lecce più che accreditato, temuto, ma che oggi non si è visto. Oscurato e surclassato da un Napoli spietato e desideroso di mostrare a tutti la sua forza. Anche a se stesso. Per mettere a tacere chiacchiere, pettegolezzi e svarioni da social media.

Il Napoli ha tirato fuori così una prestazione sontuosa, di chi porta sul petto il tricolore con orgoglio, lanciando un segnale forte al campionato. Da qui in avanti, l’Inter, il Milan, la Juve o chicchessia, dovrà fare i conti anche con gli azzurri per il titolo finale.

Il Napoli è tornato, prepotentemente. Con la lucida armonia di giocate da applausi. Tocchi d’autore. Combinazioni stellari di nominati da pallone d’oro. Attenti a quei due! Ancora e sempre quando disegnano calcio come in occasione del secondo gol.
Un’azione meravigliosa del duo Kvara – Osimhen, guastata solo dalla mancata esultanza dopo il gol del nigeriano, troppo impegnato a dimostrare ancora il suo malumore dopo i noti eventi da TikTok.
Errore clamoroso, caro Victor: un gol si onora sempre, perché è l’essenza del calcio.

Episodio che comunque non cancella la splendida prestazione di tutta la squadra che ha imposto fin da subito il suo ritmo contro un Lecce da cui, francamente, ci si aspettava qualcosa in più.
Ma contro il Napoli di oggi c’era probabilmente, poco da fare.
Un Napoli che Garcia ha schierato con la doppia sorpresa Simeone – Lindstrom, avendo ormai già nel mirino il Real e la prossima sfida di Champions.

Piccolo turnover che non ha impedito però al Napoli di dominare fin da subito la partita.
Con un centrocampo superlativo dove, finalmente, le geometrie di Lobotka, come l’anno scorso, amalgamano la possente e ritrovata fisicità di Anguissa ed il genio creativo di un continuo Zielinski.

Suo l’ottimo assist per Ostigard che ha sbloccato la partita. Buona la prova del norvegese così come quella del suo compagno di reparto Natan, puntuale nelle chiusure e pronto a far valere la sua prestanza fisica all’occorrenza.
Un mistero che appare risolto, dunque, quello del difensore brasiliano.
E qui c’è da credere, a questo punto, a quanto più volte rimarcato da mister Garcia. Il ragazzo aveva solo bisogno di tempo per far vedere di che pasta è fatto.
Poi, certo, gli infortuni di Rrahmani e Jesus ne hanno accelerato l’esordio. Meglio così.
E una pedina in più su cui puntare perché la stagione è lunga e tutti saranno, prima o poi, chiamati a dare il proprio contributo.

Come Gaetano, figlio di Napoli, entrato benissimo in partita ed autore del terzo gol che ha steso definitivamente il Lecce.
Superba la sua conclusione a rete dal limite e caparbia l’azione che lo ha visto anche protagonista nel procurarsi il rigore del poker servito agli uomini di d’Aversa.

Risultato rotondo che il Napoli porta a casa dando la sensazione di essere ancora la macchina schiacciasassi della passata stagione.
Una vittoria che fa classifica oltre che morale, nell’immediata vigilia dell’appuntamento di Champions.
Mentre, da lontano sopraggiungono già le note del motivetto da urlo. Quel “the Champions” che 55.000 cuori azzurri sono ansiosi di poter intonare martedì prossimo al cospetto di sor Carletto e del suo Real Madrid.
Momenti di grande bellezza al Maradona ed una sfida da godersi tutta d’un fiato.

Raffaele Castiello