
I fischi del Maradona, nella mente dei tifosi il ritornello sanremese di Angelina Mango. La noia. Quella che ha attanagliato i presenti sugli spalti e quelli sul divano davanti alla tv, più fortunati per essersi risparmiato l’ennesimo scempio andato in onda sul prato di Fuorigrotta.
Ennesima prova scialba, senza mordente, di una squadra, il Napoli, che aveva assolutamente necessità di incamerare i tre punti per sperare in un posto champions per tenere il passo di Atalanta e Bologna. Un pari, invece, che sa di niente. Anzi è una sconfitta che darà, probabilmente, seguito ad altre clamorose scelte societarie da parte di un De Laurentiis frastornato e più che mai solo al comando. Obiettivo inseguito e voluto fortemente da don Aurelio. Centrato a modo suo, con colpe ammesse da lui stesso e sotto gli occhi di tutti visti i risultati.
È per questo che risulta persino inutile rimuginare sul pareggio inutile e squallido contro il Genoa che allontana in maniera definitiva o quasi il Napoli dal fatidico quarto posto utile alla prossima champion. E soffermarsi sul non gioco del Napoli, sulla mancanza di ardore agonistico mostrato da quasi tutti i calciatori azzurri, Kvara escluso insieme a pochi altri.
È anche per questo che vanno in secondo piano anche le scelte cervellotiche di un Mazzarri ormai in completa confusione, costretto a dribblare le domande sul perché non è riuscito minimamente a dare un’identità di gioco ai suoi che, liberamente, interpretano a loro piacimento le varie situazioni di gioco solo perché non sanno cosa fare con il pallone tra i piedi.
Rimane, invece, di grande attualità quale sarà la prossima mossa del comandante. Non quello di Figline e dei famosi 91 punti. E tutti a chiedersi cosa starà frullando in testa al presidente azzurro apparso di pessimo umore al termine della gara.
Sarà un altro esonero, quello del pur colpevole Mazzarri, la prossima sceneggiatura di un film venuto male sin dal suo primo ciack? Fin dal lontano giugno dove l’unico problema societario è sembrato essere il prodigarsi sul rinnovo contrattuale di Osimhen, senza curarsi di equilibri ormai saltati nello spogliatoio dopo la festa scudetto e la precoce fuga di mister Spalleti e di Giuntoli?
Scegliendo, dopo un mercato incomprensibile ai più e dopo una selezione infinita, un allenatore, Garcia, ormai fuori dai giochi da tempo per poi silurarlo al cospetto di risultati non eccellenti e sostituirlo con un altro allenatore, Mazzarri, dimostratosi ancor più inadeguato alla situazione tecnico/tattica e motivazionale venutasi a creare?
La sensazione è quella che stia per accadere ancora qualcosa, in una stagione travagliata che ha visto, finora, il Napoli letteralmente sciogliersi come neve al sole. Ma tutto quello che, probabilmente, accadrà nei prossimi giorni non farà altro che aggiungere interrogativi a cui difficilmente si potrà dare risposta.
Un ulteriore esonero sarebbe, infatti, a questo punto anche comprensibile per dare una scossa a tutti. Ma anche la certificazione di un fallimento totale di strategia societaria, che qualcuno, l’uomo solo, dovrebbe rispiegare ad un ambiente più che mai sfiduciato.
E tutto questo mentre tra qualche giorno ci di gioca l’accesso ai quarti in champions con il blasonato Barcellona. Che peccato!
Raffaele Castiello



