Il Napoli sbatte sul Toro: sconfitta che fa riflettere

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Il Napoli perde ancora trovando, nel cholito Simeone, il classico castigatore nel ruolo dell’ex. Gol rocambolesco dell’argentino favorito da un rimpallo fortunato. Singolare non esultanza, quasi a scusarsi con i suoi ex compagni. Ma tre punti importantissimi per la compagine granata. E sconfitta inattesa del Napoli che regala una grande momentanea ammucchiata al vertice del campionato, complice il colpo in trasferta della beneamata all’Olimpico.

La sconfitta del Napoli deve però far riflettere. Per il modo in cui è maturata. Figlia di una prestazione generale ancora sottotono degli azzurri. Definiti < bellini> da un Conte che ha masticato amaro, sentendosi un po ‘ tradito dalle proprie scelte di formazione, alcune forzate ed altre no.

Perché, a suo dire, la squadra ha colpevolmente danzato sulle punte nel primo tempo. Cosa condivisibile, perché il Napoli si è esibito in un possesso palla sterile. Senza mai affondare.Esprimendo un gioco lento e prevedibile, soffrendo oltremodo qualche ripartenza concessa con troppa allegria agli uomini di Marco Baroni. Subendo il gol dello svantaggio. Il settimo da inizio campionato.

Con un atteggiamento in campo che da un Napoli, seppur rimaneggiato da qualche assenza di troppo causa infortuni e da un ragionato turn over pre champions, non ci si aspettava. Stante la differenza di qualità delle due compagini. Che però non si è vista. Perché il Torino per tutto il primo tempo ha colmato la sua inferiorità con grande applicazione fisica e mentale alla gara.

Che il Napoli non ha avuto. Manifestando anche preoccupanti lacune tecniche ed evidenti problemi di intesa in attacco.Dove Lucca e’ sembrato un oggetto misterioso. Mal coadiuvato però da un Neres evanescente che ha fatto rimpiangere l’assente Politano.
Anche perché il centrocampo, almeno nella prima frazione di gioco, ha generato veramente poco in fase di possesso. Con Gilmour troppo lezioso, affiancato da un Anguissa non nella sua giornata migliore. E da de Bruyne che non ha mai trovato la giocata illuminante per i compagni.Risultando pericoloso soltanto con una personale conclusione dal limite.

Meglio la ripresa dove, almeno, il Napoli si è proposto con maggiore intensità in attacco cercando di riprendere la partita.
Alzando il ritmo anche con l’ingresso di Lang che ha confezionato una delle poche palle gol della partita, sciupata da De Bruyne con un tiro oltre la traversa non degno della sua classe. Ci ha provato anche Spinazzola, il migliore tra gli azzurri, a rimettere in equilibrio la gara con un paio di conclusioni dal limite, le sole concesse da una difesa granata attenta e sempre dietro la linea della palla.

Tardivo, ma giustificato dalle evidenti non perfette condizioni fisiche, il disperato innesto di Politano da parte di Conte. Con l’esterno azzurro che ha colpito, con il suo solito tiro a rientrare, il palo in pieno recupero. Prima esultanza e poi beffa finale per il Napoli e tutti i tifosi, con il gol del pari annullato a Lang per fuorigioco.

Si vede che doveva andare così. E, cosa fatta, capo a. Nessuno spazio a rimpianti vari dei se e dei ma. Anche perché la classifica in campionato è ancora buona. E poi tra tre giorni si rigioca in champions ed in Olanda, contro il PSV, non sarà uno scherzo.

A Conte dunque il compito di rigenerare gli entusiasmi del gruppo. Trovando, magari, conforto nella possibilità di recuperare appieno pedine importanti come Hojlund e McTominay.
Troppo importanti i tre punti per la scalata champions. Nell’attesa del big match di sabato al Maradona contro l’Inter.
Una volata tira l’altra. È il bello del calcio.

Raffaele Castiello