Il Napoli batte il Lecce e lancia la sfida

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Al secondo tentativo, capitan di Lorenzo, match-winner e nettamente il migliore in campo per gli azzurri, può finalmente liberare la propria gioia dopo la delusione per il gol che, invece, gli era stato annullato nel primo tempo.

Il capitano azzurro, intorno al settantesimo minuto, su azione d’angolo, colpisce sotto misura ed abbatte finalmente la resistenza del Lecce alla ricerca di una propria identità dopo la scoppola dal punteggio tennistico subita dalla Fiorentina. Arriva così la settima vittoria in campionato degli azzurri, condita da un ulteriore cleen sheet. Con una classifica intrigante, contagiosa.

Altri tre punti difficili, ma fortemente voluti. Arrivati dopo una gara per niente facile per gli uomini di Conte. Contro un Lecce ben messo in campo. Compatto, racchiuso nella sua metà campo e pronto a ripartenze velenose, oltre a far valere una buona fisicità nelle palle da fermo.

Il Napoli, dal canto suo, la partita l’ha fatta ed ha avuto pazienza nell’attendere il momento giusto per colpire.
Come sanno fare solo le grandi squadre. Buon segno. Pur soffrendo e non poco. Così, nel primo tempo, c’è voluto il miglior Meret, al rientro dopo l’infortunio, per evitare addirittura di capitolare su un colpo di testa di Baschirotto su azione da calcio d’angolo.

Un primo tempo, in verità, ancora sottotono del Napoli. Rivoluzionato da Conte in attacco con l’inserimento di Neres e Ngonge, e l’intenzione di salvaguardare muscoli e polmoni a Kvara e Politano in previsione del big- match con il Milan al Meazza del prossimo martedì. Fatto sta che il Napoli ha stentato.

Pochissime le occasioni da gol nella prima frazione di gioco, se si escludono un paio di conclusioni velleitarie di Ngonge. Con un Lukaku confermatosi ancora una volta spettatore d’eccezione. Quasi un corpo estraneo al gioco del Napoli. Un Napoli lento nel giro palla, macchinoso, poco incisivo sulle fasce. Troppo scolastico, insomma, per avere ragione di un Lecce arroccato si nella sua metà campo, ma ordinato nelle marcature e pronto a far male in ripartenza con uno scatenano Banda.

Il Napoli però, dai e dai, l’ha sbloccata ed è quello che conta in fin dei conti. E la teoria dell’aria fritta di Conte viene ancora una volta confermata. Con una ripresa giocata sicuramente in maniera più aggressiva, anche in virtù dello schieramento più che offensivo, venutasi a delineare con l’ingresso in campo di Kvara, Politano e Raspadori. Niente male nelle intenzioni di Conte che la partita voleva vincerla, eccome. Cosa poi puntualmente avvenuta per la gioia dei 50mila accorsi al Maradona.

Con una classifica che, al di la della prudenza del tecnico leccese, un marpione che sa evidentemente come si vince, dice chiaramente che il Napoli ha lanciato la sfida. Lasciando intendere che lassù ci sta bene ed è pronta a giocarsi qualcosa di importante. Anche perché, probabilmente, non ha espresso ancora il meglio delle proprie potenzialità. Con un big Rom a mezzo servizio e con un Kvara forse distratto da un rinnovo di contratto che tarda ad arrivare. E qui sarebbe opportuno evitare un caso Osimhen – bis!

In definitiva dunque, la vittoria di oggi, oltre ad essere importante per la crescita di autostima del Napoli, suona come un avviso indirizzato al Milan, prossimo ostico avversario in campionato. Ma anche ad Inter e Juventus alla vigilia del derby d’Italia che entrambe le contendenti dovranno affrontare con la massima attenzione per non perdere terreno in classifica. Perché, anche se siamo solo alla nona giornata, il gioco si fa duro. Ed il Napoli c’è.

Raffaele Castiello