Disco rosso al Meazza, tra errori e limiti strutturali: spreca il Napoli, vince l’Inter

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È andata come di solito va. Secondo una regola non scritta ma che spesso produce i suoi effetti nel mondo pallonaro. Sbagli un attimo prima e, puntualmente, vieni punito un attimo dopo. Chirurgicamente. Senza più possibilità alcuna di appello. Perché, come diceva un mio vecchio maestro di calcio giocato, ” o’ pallon se piglia collera”. Tradotto in italiano suona più o meno così: Il pallone si arrabbia a causa di un torto subito. Quale torto? Quello di non avergli fatto assaporare la gioia di finire nella rete avversaria. Il suo scopo primario. Quindi ti punisce e son dolori. Perché diventa disponibile a finire nella tua rete.

Ora, al di là della colorita situazione sopra descritta, al Meazza è successo più o meno la stessa cosa. Perché se, per ben due volte, con Neres prima, e con l’accoppiata Lucca- Anguissa, fallisci il colpo del KO, il Knock out lo subisci tu.

Con Lautaro Martinez che fa esplodere i suoi tifosi siglando la rete di un sorpasso incredibile per come si era messa la partita. Con il Napoli saldamente in vantaggio di due reti a circa mezz’ora ora dalla fine. Incredibile, ma non tanto se però si entra nel dettaglio di una partita dove il Napoli ha mostrato, ancora una volta, evidenti limiti strutturalli, soprattutto in difesa. Ai quali Max Allegri, con la sua filosofia di calcio, piaccia o no, sta cercando di porre rimedio.

E, quando a questi limiti unisci errori difensivi che ti costano gol, ed errori in attacco che ti tolgono gol, partite come quelle con l’Inter puoi anche perderle. Perché esce fuori la maggiore qualità dell’avversario, unitamente alla tua debolezza ed incertezza nell’interpretare le fasi cruciali dell’incontro. Senza annusare il pericolo incombente.

Lasciando completamente il gioco in mano ai nerazzurri dopo aver costruito, anche con un po’ di fortuna, un doppio vantaggio. Un uno-due micidiale che aveva steso al momento Barella e compagni. Apparentemente però. Perché son bastati solo tre minuti circa, dopo lo splendido gol del raddoppio di Hojlund, concentrato di tecnica ed opportunismo, per consegnarsi alla reazione veemente dell’Inter. Che, dopo aver accorciato le distanze con un gol di Lautaro dove la difesa azzurra non ha brillato per attenzione, ha fatto subito intravedere di avere nelle gambe e nella testa la forza di riprenderla la gara. Come poi è puntualmente avvenuto.

E qui tutti a scagliarsi contro il presunto difensivismo d’altri tempi di Max Allegri.
Che, fiutando il pericolo, sperava di contenere le folate nerazzurre correggendo l’assetto difensivo inserendo Badiashile. Mettendosi a cinque dietro. Sperando nella prestanza fisica del corazziere ex Chelsea per contrastare un’Inter che aveva schierato tutti i suoi pezzi da 90 per risalire la china. Tradito però, nell’occasione, dall’ancora approssimativo stato di forma di quest’ultimo, uscito dal cilindro di Manna in un mercato al risparmio del Napoli.

E poi tirando fuori Alisson. Ma inserendo anche De Bruyne, Neres e Lucca.

Sbagliato? Si se si guarda al risultato finale. No se si pensa che proprio Neres e Lucca si sono divorati il gol del sorpasso sul 2 a 2. E se uno dei due avesse segnato regalando il gol vittoria al Napoli? Avremmo fatto Allegri santo. È per questo, allora, che ci vuole equilibrio.

Soprattutto se si considera che il tecnico Livornese, bravo soprattutto a costruire difese solide come filosofia del suo calcio, proprio in questo reparto ha dovuto sopportare le regole di mercato imposte dalla società con la cessione di Gutierrez. Scontrandosi, poi, anche con il fato che gli ha tolto Buongiorno e poi Marianucci per infortunio. Oltre a consegnargli un Beukema a mezzo servizio. Niente male.

E nessun dramma dunque nei giudizi. Perché siamo solo alla terza giornata. Ed il Napoli, a sprazzi, ha comunque mostrato di potersela giocare al Meazza contro i campioni d’Italia. Perdendo è vero. Ma con un pizzico di fortuna in più e qualche errore in meno poteva anche portarla a casa.

Cosi’ non è stato. Peccato, davvero. Perché è stata una sconfitta che non sarà facile da superare mentalmente per gli uomini di Allegri. Con una classifica deficiataria, due sconfitte già sul groppone e con le prime che volano a pieni giri. E, per chiudere il cerchio, l’Arsenal dietro l’angolo. Un inizio della Champions da brividi.

Alta tensione quindi in casa Napoli. Serviranno l’esperienza di Max, la compattezza dello spogliatoio e la coesione del tifo e dell’ambiente per uscirne fuori. Almeno, si spera.

Raffaele Castiello