
“Abbiamo firmato il protocollo di intesa per l’area di Bagnoli-Coroglio. Un passo decisivo per il risanamento di un territorio troppe volte tradito dalle istituzioni. Oggi finalmente, dopo 30 anni, abbiamo progetti, tempistiche e finanziamenti”: così il sindaco di Napoli e commissario straordinario per Bagnoli, Gaetano Manfredi, a margine delle firma dell’accordo con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per il completamento delle bonifiche e la rigenerazione urbana dell’ex area Italsider.
“Grazie ad una solida pianificazione, realizzata considerando le esigenze e le prospettive dei cittadini e del quartiere, e ad un investimento di oltre 2 miliardi di euro nei prossimi 10 anni tra pubblici e privati, non guardiamo solo al rilancio e alla riqualificazione ambientale, ma anche alle ricadute sociali e lavorative per i residenti. Così – conclude – daremo un’accelerata alla lunga storia Bagnoli-Coroglio e restituiremo un pezzo di città ai napoletani”.
“L’area di interesse nazionale Bagnoli-Coroglio è al centro di una delle operazioni di risanamento ambientale e rigenerazione urbana più importanti d’Europa ed è destinata a diventare un grande polo per gli investimenti, sia pubblici che privati” ha detto nel suo intervento in occasione della firma dell’accordo.
“Noi abbiamo un dialogo istituzionale con il governo che rientra in quelli che sono gli obiettivi dei cittadini. I cittadini vogliono che si realizzino le opere. Io sono il sindaco di tutti i napoletani e abbiamo la necessità di dialogare con qualsiasi livello istituzionale, con l’Europa, per fare in modo che le infrastrutture attese da tanti anni siano realizzate” ha poi dichiarato a margine del protocollo d’intesa firmato questa mattina.
E a chi gli chiede se qualche opera possa essere a rischio dopo la destinazione dei fondi sul comprensorio di Bagnoli, così come paventato dal governatore Vincenzo De Luca, il primo cittadino risponde così: “Abbiamo una quantità di risorse tra fondi europei e fondo di sviluppo e coesione, quasi 13 miliardi, che non riesco a capire come si possano spendere. Il vero problema è riuscire a spendere queste risorse nei tempi giusti perché non abbiamo molto tempo per evitare di perderli”.




