Welfare, in Campania migliora tasso disoccupazione ma meno pensioni di vecchiaia

0
40

La Campania si è classificata nel 2025 al 19° posto nazionale per efficacia e capacità di risposta del sistema di welfare.

 

Il dato emerge dalle classifiche del “Welfare Italia Index 2025” – strumento di monitoraggio che prende in considerazione gli ambiti di politiche sociali, sanità, previdenza e formazione e consente di identificare, a livello regionale, i punti di forza e le aree di criticità in cui è necessario intervenire – realizzato da “Welfare, Italia”, Think Tank nato su iniziativa del Gruppo Unipol in collaborazione con The European House – Ambrosetti (TEHA).

 

Il Welfare Italia Index viene presentato analiticamente all’interno del Rapporto Annuale del Think Tank “Welfare, Italia”, disponibile sul sito di Welfare Italia.

 

Il Welfare Italia Index è basato su 22 Key Performance Indicator che misurano dimensioni di input (ovvero indicatori di spesa – pubblica e privata – in welfare che raffigurano quante risorse sono allocate in un determinato territorio: ad esempio l’ammontare allocato tramite Fondo Sanitario Nazionale rapportato sul totale della popolazione regionale o l’assegno pensionistico medio mensile degli over 65) e dimensione di output (ovvero indicatori strutturali che rappresentano il contesto socio-economico in cui si inserisce la spesa in welfare: ad esempio il tasso di disoccupazione o la quota di famiglie in povertà).

 

Indicatori di Spesa

 

Con riferimento agli indicatori di spesa, ottiene un punteggio di 80,1 posizionandosi al 10° posto.

 

Nel dettaglio, la Campania è al 2° posto per spesa pubblica per consumi finali per l’istruzione e la formazione in % del PIL regionale (6% rispetto al 3,5% di media nazionale) e al 4° per spesa pubblica per le politiche del lavoro in % al PIL regionale (3,5% contro il 2,6% della media nazionale).

 

La Campania si posiziona al 1° posto per importo medio dell’Assegno di inclusione, con 838 euro mensili a fronte di una media nazionale di 770 euro.

 

La Regione è in ultima posizione (21esima) sia per spesa sanitaria pubblica pro-capite con 2.084 euro contro una media nazionale di 2.294 euro, sia per spesa sanitaria privata pro-capite con 425 euro rispetto ai 615 euro spesi in media dagli italiani.

 

 

 

Indicatori Strutturali

 

In merito agli indicatori strutturali, la Campania registra un punteggio pari a 44 posizionandosi al 21° posto.

 

La Regione si posiziona al 21°posto per tasso di disoccupazione pari al 15,6% (6,5% di media nazionale), al 19° posto per quota di giovani tra i 15 e i 34 anni che non studiano né lavorano (i cosiddetti NEET – Not in Education, Employment or Training), che si attesta al 29%, rispetto alla media italiana del 17,2% e in 18° posizione per quota di cittadini inattivi (57,6% rispetto al 50,2% di media nazionale).

 

Migliora, invece, il dato sulla dispersione scolastica, dove la Regione risulta al 17° posto, con un tasso del 13,3% contro il 16% registrato nel 2024 (media nazionale del 9,8%).

 

La Campania occupa la 21° posizione per tasso di partecipazione a forme pensionistiche complementari con il 28,5% di lavoratori che hanno sottoscritto una forma previdenziale complementare (media nazionale del 38,2%).

 

La Regione ha, inoltre, il minor numero di pensioni di vecchiaia: 8,9 ogni 100 abitanti, in un’Italia che in media ne conta 16,1 ogni 100 abitanti.

 

Infine, si posiziona all’ultimo posto per efficacia, efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria e al 19° per stato di salute della popolazione.

 

I 22 Key Performance Indicator

 

Indicatori di risorse, pubbliche e private, allocate nella Regione (indicatori di input)

Area sanitaria

  • spesa sanitaria pubblica pro-capite: ammontare allocato a una singola Regione tramite Fondo Sanitario Nazionale rapportato sul totale della popolazione regionale (in euro pro-capite)
  • spesa sanitaria privata pro-capite: comprensiva delle due componenti di spesa intermediata e di spesa out-of-pocket sostenuta dalle famiglie residenti nel territorio regionale; (in euro pro-capite)

 

Area politiche sociali

  • spesa in protezione sociale: spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche in malattia e invalidità, vecchiaia, superstiti, famiglia, disoccupazione, abitazioni, esclusione sociale, R&S per la protezione sociale; in % del PIL regionale
  • importo medio di Assegno di inclusione sul totale della popolazione regionale: come derivanti dal database ad hoc di INPS; risorse mensili in euro per ogni cittadino
  • spesa pubblica per le politiche del lavoro: sono incluse spese per interventi a favore del lavoro e dell’occupazione,  della cooperazione e del collocamento della mano d’opera purché non destinati ad uno specifico settore; interventi nel campo del collocamento al lavoro; formulazione delle politiche generali del lavoro; promozione dell’occupazione giovanile, femminile e delle categorie svantaggiate; lotta alle discriminazioni in campo lavorativo; infrastrutture connesse al funzionamento del mercato del lavoro; osservatori sul mercato del lavoro; (in percentuale del PIL regionale)

 

Area previdenza

  • spesa previdenziale su totale della popolazione anziana (over-65); assegno medio mensile sul totale degli over 65
  • contributi sociali riscossi dagli enti di previdenza (Percentuale sul totale di PIL regionale);
  • contributo medio a forme di previdenza integrative in rapporto al reddito medio (valore percentuale)

 

Area educazione e formazione

  • spesa pubblica per consumi finali legati a istruzione e formazione (percentuale sul totale del PIL regionale);
  • spesa media regionale per utente che usufruisce di asili nido (euro per bambino frequentante)

 

Indicatori strutturali di welfare (indicatori di output):

Area sanitaria

  • Meridiano Sanità Index (area “Stato di salute della popolazione”): valuta i risultati del sistema sanitario in termini di salute della popolazione attraverso un set di indicatori che comprende aspettativa di vita, mortalità, fattori di rischio per la salute degli adulti e dei bambini, tasso di prevalenza standardizzato per patologie croniche ad alto impatto e comorbidità; (indice sintetico di più indicatori);
  • Meridiano Sanità Index (area “Efficacia, efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria”): valuta indicatori di appropriatezza di prescrizioni, prestazioni e ricoveri, che rappresentano anche delle proxy dell’efficienza organizzativa delle cure territoriali, indicatori di efficacia delle cure, un indicatore sulla degenza media in ospedale, la durata delle liste di attesa ed infine i livelli di immigrazione sanitaria per ciascuna Regione; (indice sintetico di più indicatori)

 

Area politiche sociali

  • Tasso di disoccupazione a livello regionale (percentuale su popolazione over 15 anni);
  • Percentuale di NEET (Not in Education, Employment or Training), (percentuale delle persone di età compresa tra i 15 e i 34 anni che non è né occupata né inserita in un percorso di istruzione o di formazione sul totale della popolazione di giovani della medesima fascia d’età della Regione);
  • Cittadini inattivi (percentuale sul totale della popolazione);
  • Part-time femminile involontario (lavoratrici con orario ridotto che dichiarano di avere accettato un lavoro part-time in assenza di opportunità di lavoro a tempo pieno) in quanto indicatore dell’esclusione delle donne nel mercato del lavoro; (tasso di part-time involontario tra occupati di 15 anni e oltre su 100 occupati part-time);
  • Percentuale di famiglie in povertà relativa sul totale delle famiglie regionali;
  • Indice di deprivazione abitativa: indice di affollamento delle abitazioni, misurato come numero di componenti della famiglia per metro quadro; (valori per cento)

 

Area previdenza

  • Numero di pensioni di vecchiaia ogni 100 abitanti;
  • Partecipazione a forme pensionistiche complementari: percentuale di lavoratori che hanno sottoscritto una forma previdenziale complementare di secondo o terzo pilastro (fondi negoziali, fondi aperti o Piani Individuali Pensionistici);

 

Area educazione e formazione

  • Tasso di dispersione scolastica (percentuale di studenti – sul totale degli studenti di scuola secondaria di secondo grado – che non riescono a raggiungere il titolo di studio o che non hanno le competenze previste dal titolo formale);

Posti disponibili negli asili nido autorizzati ogni 100 bambini della Regione tra 0 e 2 anni (posti ogni 100 bambini 0-2 anni)