Venti minuti da campioni ed il Napoli affonda il Monza

0
21

Mai riposo fu più decisivo. E, probabilmente, nello spogliatoio non se le saranno mandate a dire. Fatto sta che il Napoli, dopo un primo tempo scialbo ed inconsistente, ha tirato fuori l’orgoglio e si è messo a giocare da campione d’Italia. Venti minuti all’incirca per travolgere un  Monza ben messo in campo dall’ottimo Palladino, da Mugnano. Tre reti in sei minuti di ottima fattura a fare la differenza. A testimoniare che, quando salgono in cattedra i giocatori di qualità, non c’è ne per nessuno. Con Osimhen che sale in cielo ricordando a tutti perché è tanto ambito dai grandi club europei.

Con Politano e Zielinski che disegnano parabole che si possono solo guardare finire in fondo alla rete. Come ha fatto Di Gregorio, estremo difensore monzese. Insomma, gol e spettacolo con un inizio di ripresa scoppiettante, convinto, col piglio giusto di un Napoli, finalmente all’altezza, che ha ribaltato un incontro che sembrava certificare l’attuale momento nero della compagine azzurra.

Anzi un’intera ripresa giocata bene. Con il giusto ritmo, con la giusta carica agonistica e, soprattutto, con la voglia di essere protagonisti in campo da parte di tutti gli azzurri. Con un Politano sugli scudi che, appena entrato, ha cambiato il volto all’incontro e non solo per il magnifico gol realizzato. Ma dando profondità al gioco azzurro e rimettendo in modo la catena di destra dell’attacco. Buono anche l’apporto di Cajuste che ha dato la giusta fisicità al centrocampo. E nota di merito per Raspadori che, dopo solo pochi secondi dal suo ingresso, ha chiuso l’incontro con un tocco sotto misura ricordando a tutti che, forse, il suo vero ruolo è quello della seconda punta.

Fin qui le note positive. E meno male che sono state tante nel secondo tempo! Ma primo tempo da dimenticare assolutamente con un Napoli che ha mostrato tutti i suoi limiti di quest’anno che ne hanno determinato un forzato anonimato. Con una difesa inguardabile nei singoli elementi e come reparto che ha preso, puntualmente, gol alla prima vera occasione creata dal Monza. Dopo soli pochi minuti e con una facilità disarmante. Con tutti a fare le belle statuine. Juan Jesus la più convincente.

Con una  linea di centrocampo lenta nelle giocate. Mai un passaggio in verticale. Un giro palla sterile per un attacco statico. Una squadra che ha dato l’impressione di essere, in molti dei suoi componenti, con la testa altrove. Verso altri contratti. Altre tifoserie. Mentre quella azzurra, giustamente, ha fischiato l’indecente prestazione degli azzurri al riposo. Ma, poiché tutto è bene quel che finisce bene, per come è andata, i tre punti conquistati a Monza danno almeno un senso al prosieguo di questo tormentato campionato del Napoli.

Ancora sette partite in cui  però la speranza è  quella di vedere all’opera il Napoli buono. Quello del secondo tempo di Monza. Con un Osimhen decisivo, un Anguissa trascinante, un Lobotka a dettare calcio come sa. Ritrovando, magari, il miglior Kvara. Per fare il massimo possibile e non arrendersi fino a quando la matematica terrà in vita la possibilità di partecipazione ad una competizione europea il prossimo anno. Una qualunque e non necessariamente la Champions. Magari una buona Europa League. E sarebbe una manna dal cielo dopo la catastrofe sportiva di quest’anno.

Poi il boccino passerà al presidente. E  si preannuncia un’ampia rifondazione tecnica già avviata, sembra, con l’arrivo del giovane e rampante Manna nel ruolo di Direttore Sportivo, che porterà in dote come allenatore probabilmente Italiano. Salvo clamorosi colpi di scena di un vulcanico presidente che, nel frattempo, ha prodotto il film dell’ultimo scudetto. Un regalo a tutti i milioni di tifosi del Napoli nel mondo. Sarò con te. E tu non devi mollare! Staremo a vedere.

Raffaele Castiello