Un grande Napoli vince, convince e sbanca il Meazza

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Il Napoli inizia nel migliore dei modi il primo miniciclo di verifica delle proprie ambizioni. La sequenza, apparentemente proibitiva: Milan, Atalanta, Inter. E lo fa con il piglio della grande squadra, battendo nettamente il Milan al Meazza. Con una prestazione superba, di carattere, di gruppo. Quello che Antonio Conte è riuscito a creare dall’alto della sua navigata esperienza, dopo un avvio shock a Verona. Solo un lontano ricordo se confrontato ai risultati seguenti.

Otto vittorie successive, di cui cinque consecutive e settimo clean sheet su dieci partite finora giocate. Numeri da capogiro che hanno l’effetto di creare già uno strappo in classifica significativo sulle immediate inseguitrici. Ma, soprattutto, confermano che il Napoli ha trovato un equilibrio tecnico/tattico come squadra ed una continuità di risultati che fanno sognare in grande.

Contro il Milan la conferma, con una prestazione di altissimo livello. Con una partenza sprint, che ha annichilito i rossoneri nella bolgia del Meazza, il Napoli ha ritrovato il miglior Lukaku che ha espresso le sue indubbie qualità realizzative in occasione del vantaggio partenopeo. Bella la sua conclusione chirurgica nell’angolo basso dopo essersi fatto largo tra le linee come solo lui sa fare usando la prorompente forza fisica.

Bello anche tutto il primo tempo. Di entrambe le squadre che, una volta rotto l’equilibrio iniziale da Big Rom, si sono affrontate con l’obiettivo di farsi male a vicenda. Non ci è riuscito un caparbio Milan, fermato da un ottimo Meret che si è opposto alla grande ad un fendente di Chukwueze. Ci è riuscito, invece, il Napoli con il suo giocatore più atteso insieme a Lukaku. Kvara, in occasione del raddoppio del Napoli, ha fatto male a Maignan come sa magnificamente fare quando parte dall’esterno e, convertendo, scarica i suoi diagonali nell’angolo lontano. Doppio vantaggio del Napoli. Tifosi in delirio e Luci a San Siro. Non per il Milan però. A brillare è la squadra della città di Parthenope.

Un Napoli, a partire dal doppio vantaggio acquisito, sontuoso, sicuro di sé, con controllo totale della gara. Con una fase di non possesso impreziosita dal sacrificio tattico di Politano, quinto aggiunto in difesa a destra per chiudere e smorzare gli entusiasmi di Okafor. Con un Olivera in grande spolvero sul lato opposto, pronto a rendere la difesa azzurra impenetrabile. Coadiuvato da un impeccabile Buongiorno. E si capisce perché Conte l’abbia voluto così fortemente, insieme a Gilmour, altra nota positiva della prova di spessore del Napoli.

Buona la prova dello scozzese sia in interdizione che in fase di impostazione, spesso iniziata dalle retrovie per sfuggire alla marcatura. Ma tutto il Napoli ha dato il meglio di sé. Trovando, minuto dopo minuto, maggiore convinzione e consapevolezza della propria forza. Con un secondo tempo in assoluto controllo dei ritmi di gioco. Talvolta affondando con buone ripartenze e senza mai soffrire se non in un paio di conclusioni del Milan. In una di queste, un chiacchierato Leao nel frattempo subentrato, ha trovato ancora una volta Meret in una giornata di grazia, pronto a negargli il gol con una parata strepitosa.

Segnale di una concentrazione sempre ai massimi livelli di tutta la squadra, alimentata da un Conte sbizzarrito in panchina. Un allenatore che non molla mai e che sta cercando, con applicazione e metodo, di trasmettere questa caratteristica ai suoi ragazzi per raggiungere ambiziosi e insperato traguardi. Che dire: la strada sembra essere quella giusta. Ed il calendario offre subito l’occasione della conferma. L’Atalanta sarà un osso duro. Ma, dopo la vittoria di Milano, nulla sembra essere precluso a questo Napoli.

Raffaele Castiello