Muore a Napoli il re del neon Umberto Pintore

A Napoli la sua opera più famosa è il vortice blu stellare e ammaliante di Mario Merz sul soffitto della stazione della metropolitana di Piazza Vanvitelli.

Dopo una caduta qualche mese fa, venne ricoverato in ospedale per una rottura al femore. Oggi la sua magica bottega resta vuota e Napoli perde un pezzetto di storia, ma che verrà sempre ricordato nei cuori e nelle menti dei turisti e dei suoi napoletani.

Nato nel 1934, originario della riviera di Chiaia, ha ispirato scrittori come Erri De Luca per il noto personaggio di Don Rafaniello nel romanzo “Montedidio”. Negli ultimi mesi era stato ricoverato per una brutta caduta – non avendo più suo e notizie in città si era diffusa l’erronea voce di una sua dipartita – poi il ritorno a casa e il peggioramento del suo stato di salute, fino alla morte due giorni fa.

Umberto Pintore faceva l’ottico a Napoli quando il fratello Renato lo accompagnò in una fabbrica di insegne luminose, aveva solo 18 anni. «Fu amore a prima vista», diceva Pintore. Dal 1970 aveva un piccolo laboratorio in via Egiziaca a Pizzofalcone conosciuto e amato da molti napoletani e guide turistiche che accopagnavano i visitatori a conoscere questo orgoglio tutto partenopeo.

 

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