Stand-up opera, la vita lirico-comica di un basso

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Il brillante Luca De Lorenzo cantante lirico, classe ’87 e il maestro Fabrizio Romano, presentano in due repliche presso la Sala Assoli di Napoli, Stand-up opera, testo di Diego Lombardi per la regia di Gianmaria Fiorillo. Un felice connubio tra la formula anglo-americana di intrattenimento politicamente scorretto con perfomer all’in piedi e la musica classica di cui il De Lorenzo è particolare esperto, Stand-up opera racconta dell’involuzione della musica, dell’ascolto e del bombardamento mediatico a cui siamo costantemente sottoposti. La condizione del cantante lirico è lo spunto critico di fondo e diviene linea conduttrice dell’intero testo, rappresentato per lo più come un gioco, uno scherzo, capace, proprio perché ironico, di ingenerare una riflessione sulla musica che ascoltiamo, sui video e le immagini che riempiono le nostre giornate, e che offrono una distrazione potente ma priva di beneficio.

De Lorenzo, fieramente basso-baritono, che non si dica assolutamente che sia un tenore, intrattiene il pubblico con aneddoti sulla sua vita da artista, si esibisce in stralci delle grandi opere del ‘700 e dell’800, conduce il pubblico tra i luoghi comuni e le vicissitudini quotidiane di un cultore di musica classica, all’occorrenza maestro di musica in una di quelle “scuole problematiche” del territorio, e analizza i fenomeni social a cui ormai abbiamo fatto larga abitudine. Gli spunti musicali sono estasianti, si rivelano come boccate d’ossigeno nel caos quotidiano di rumori e tik tok, di fronte ai quali la musica classica si erge a rimedio per un intimo sollievo, per un ritorno al bello.

“Quanto farebbe bene iniziare la giornata con la musica di Schubert, di Debussy?” ci chiede De Lorenzo mentre il pianista Romano replica le note dei compositori in un medley avvolgente, interrotto soltanto dalle piccate battute dell’attore e dall’ilarità del pubblico. Senza dubbio mettere insieme il genere delle freddure snocciolate dal comico informale e l’austerità della musica classica elargita a piccole dosi, ottiene un risultato mirabile, che è quello della divulgazione semplificata e di un richiamo a scegliere un ascolto buono, del resto, a detta di De Lorenzo “con la musica classica non sbagliate mai!”.

Di certo è il teatro in generale che persegue lo scopo di raccontare e informare, ma è la ben spesa formula del divertissement che in questo caso risulta efficace. E sul tema proprio della divulgazione che occorre indugiare, in quanto De Lorenzo non è a questo nuovo, essendo già coautore di un libro per bambini “Ritorno all’opera”, San Carlo-Memus edizioni, e riuscendo in questa veste ad esercitare un potere insolito, rendendo il tema della musica classica attrattivo e divertente.

Concludendo, Stand-up opera si rivela un’idea che funziona, un simpatico adattamento di un linguaggio sui generis, a tratti audace e smisurato, alla ricercatezza dei libretti classici, all’opera e alla lirica. De Lorenzo sfoggia senza troppe smanie un talento mostruoso, in grado di saper tenere attento il pubblico e coinvolgerlo nelle sue esibizioni, supportato dalle folli gag con il maestro Romano. Un condensato di musica e battute, un’ora o poco più di trovate clownesche e provocazioni, di cui, forse, la più forte potrebbe essere proprio “ma quanto farebbe bene iniziare la giornata con la musica di Schubert, di Debussy?”.

Roberta Guida