Raspadori stende la Juve e fa esplodere il Maradona


Ancora Jack, minuto più, minuto meno,  come l’anno scorso veste i panni del giustiziere della vecchia signora. Vittoria riacciuffata dal folletto azzurro,  pronto e reattivo dopo l’errore dal dischetto di Osimhen nei concitati minuti finali dell’incontro. Tre punti d’oro per il Napoli che riaccendono un po’ le speranze per un posto in Champions, complice la nuova battuta di arresto dell’Atalanta in campionato. Il Maradona che esplode di gioia e risulta, anche quest’anno, indigesto per la Juve.

Una Juve però tonica, aggressiva, che ha dato filo da torcere al Napoli a tutto campo e per tutto l’incontro. Persino sciupona con incredibili occasioni da rete fallite con Vlahovic. La prima ad inizio gara di testa, la seconda a fine primo tempo  mancando un pari che sembrava fatto. Per non parlare di un palo clamoroso dopo un apprezzabile scavetto, quando si era ancora sullo zero a zero. E qui il serbo è stato poco fortunato. Nel mezzo il vantaggio del Napoli con il suo scugnizzo georgiano. Un Kvara coordinato e preciso nello scagliare a rete nell’angolino basso alla destra di Szczęsny intorno al quarantesimo minuto.

Gran bel gol. Al quale il Napoli è arrivato con pazienza, affondando il colpo nel momento opportuno. Facendo girare palla con ordine per tutto il primo tempo. Con la regia attenta di Lobotka  coadiuvato da un Traore’ sempre pronto a regalare guizzi interessanti dalla mediana in su. Con la catena di destra pronta a creare non pochi grattacapi all’arcigna difesa bianconera. Buona in tal senso la prova di capitan Di Lorenzo. E con un Kvara dirompente sul quale hanno fatto a gara, si fa per dire, un po’ tutti gli juventini nel raccogliere la meritata ammonizione.

Un Napoli, insomma, che è apparso in netta ripresa, continuando il suo  momento di crescita sulla scia della goleada rifilata al Sassuolo in settimana. Riuscendo a giocarsela a viso aperto con la Juve, a tratti in maniera spavalda, senza mai rinunciare all’idea di portare a casa una vittoria importante. Ed oggi non era affatto facile. Perché la Juve se l’è giocata eccome la partita sin dell’inizio. Pressando alto il Napoli ed affondando con pericolosità all’occorrenza. Dando l’impressione sempre di poter far male agli azzurri seppur in svantaggio. Cosa che si è puntualmente verificata a circa dieci minuti dalla fine con il meritato pareggio di Chiesa, durante un secondo tempo ancora molto equilibrato.

Doccia fredda per il Napoli che però non si è scomposto e, caparbio, è riuscito comunque a ribaltarla ancora attraverso uno dei pochi spunti degni di nota di Osimhen. Bravo il nigeriano nell’occasione del procurato rigore. Meno bravo nel calciarlo. Ma questa non è una novità, e ci ha pensato Raspadori come già detto a dare la vittoria al Napoli. Qualcosa di nuovo e di meglio si vede, invece, nel gioco della squadra. Calzona sembra aver ridato, in soli dieci giorni, i giusti stimoli ad un gruppo che sembrava smarrito. Riuscendo laddove aveva fallito il buon Mazzarri.

La squadra appare compatta nei reparti e capace, finalmente, di mettere in pratica idee di gioco apprezzabili che esaltano i due elementi di punta della compagine. I gemelli del gol ritrovati. Quelli dell’effetto KO per gli avversari. Un georgiano ed un nigeriano, attenti a quei due. Per carità, non tutto è perfetto e qualche dormitina la difesa se la concede ancora. Anche oggi qualche sbavatura di troppo con Olivera da brividi all’inizio, e maglie larghe in più di un’occasione, in cui Vlahovic e compagni si sono infilati con troppa facilità.

Ma almeno il coraggio di giocare per vincere, sembra essere ricomparso tra le fila azzurre. Cosa che fa ben sperare per il prosieguo del campionato ma, soprattutto, per l’imminente ritorno degli ottavi di champions. E li, a Barcellona, di coraggio per vincere e portare a casa una clamorosa qualificazione ai quarti ce n’è vorrà parecchio. Servirà un grande Napoli, su di giri. Quelli che potrebbero cominciare a salire battendo il Torino nell’anticipo di venerdì prossimo. Perché vincere aiuta a vincere. E, forse, il Napoli è tornato.

Raffaele Castiello

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