Provaci ancora Indi

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Amici di Campanianews.it prendete frusta e borsalino e preparatevi ad un viaggio tra le pieghe del tempo, un viaggio pieno di pericoli e di misteri da risolvere, alla ricerca di un artefatto magico in grado di sovvertire la storia cosi come la conosciamo. Ma per un viaggio del genere abbiamo bisogno di un compagno e non c’è compagno migliore di Harrison Ford che interpreta per la quinta volta uno dei suoi personaggi iconici: Indiana Jones!

Mentre nella vostra testa è partita la colonna sonora di John William, io approfitto per parlarvi del Film Indiana Jones 5 e il quadrante del destino che è arrivato nelle sale il 28 giugno, e lo faccio rispondendo subito ad alcune leciti domande.

1) Non rischia di essere ridicolo un film dove il protagonista è un vecchietto che si da all’avventura? Forse sì ma non è quello che vedrete al cinema per fortuna perché tra le cose interessanti del film c’è proprio un Indi in crisi a causa del tempo che ormai è passato.

2) Ma non è che il pubblico di oggi potrebbe essere stanco della solita ricerca, del solito oggetto magico e del solito nemico rappresentato dai nazisti? Beh, no! Perché come in tutti i film con l’archeologo dell’avventura protagonista, l’oggetto è solo un pretesto che nasconde un racconto legato all’uomo, alle sue debolezze, ai suoi desideri, alle sue aspettative. In questo caso la riflessione cade proprio sul tempo che passa.

La storia è semplice, la figlia di un amico ormai defunto di Indiana va dal professore per parlargli del quadrante del destino, un oggetto inventato nientemeno che da Archimede (il grande genio dell’antichità, quello dell’ipse dixit) che sarebbe in grado di aprire un varco temporale. Nemmeno il tempo di pensarlo che si palesa anche l’avversario di Indi, un vecchio professore nazista che vuole usare quel varco per cambiare il passato e far vincere la Seconda guerra mondiale ad Hitler.

Lo sapete non amo raccontare la trama perché dovete scoprirla da soli; quindi, mi limito a dirvi che la pellicola ha azione, colpi di scena ed anche la sottile ironia tipica dei film di Indiana Jones e che mentre guarderete i titoli di coda vi sarete dimenticati di età del protagonista, dell’artefatto e di qualsiasi altra cosa e direte semplicemente.

Provaci ancora Indi. E resterete in attesa del prossimo Indiana Jones.

Roberto Musella