Pompei, ricostruito il soffitto dionisiaco della Regio IX: Dioniso e Arianna tornano a emergere

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Un nuovo tassello dell’arte e della vita delle élite pompeiane torna leggibile dopo quasi duemila anni. Nella Casa con Panificio della Regio IX è stato ricostruito oltre un quarto del soffitto a volta di una sala da banchetto situata al piano superiore dell’edificio. La decorazione, ricomposta a partire dai frammenti rinvenuti durante gli scavi, è dedicata al mondo dionisiaco e ruota attorno alla figura di Dioniso e Arianna.

Il risultato del restauro è stato presentato alla Palestra Grande del Parco Archeologico di Pompei dopo il workshop internazionale dedicato agli scavi e alle ricerche in corso. Il lavoro ha unito conservazione, studio archeologico e progettazione di un supporto capace di restituire la curvatura originaria della volta.

Un restauro che potrà crescere con nuovi ritrovamenti

Uno degli aspetti più interessanti dell’intervento riguarda proprio il nuovo supporto modulare. La struttura consente di aggiungere in futuro altri frammenti senza compromettere quelli già ricollocati. La ricostruzione, infatti, non è considerata conclusa: altri lacerti del soffitto sono conservati separatamente e nuovi elementi potrebbero emergere con il proseguimento delle indagini nella casa.

La possibilità di attribuire con certezza i frammenti alla sala da banchetto deriva dal loro ritrovamento nel luogo del crollo. Già durante lo scavo gli archeologi avevano individuato diversi collegamenti tra i pezzi, creando la base per il successivo intervento di restauro.

Dioniso e Arianna al centro della composizione

Il soffitto presenta un articolato apparato figurativo con edicole, bordure, festoni vegetali, figure allegoriche delle stagioni, geni alati e motivi ornamentali. Il tema principale è quello dell’unione sacra tra Dioniso e Arianna: Dioniso è rappresentato disteso sul carro, mentre Arianna suona l’arpa accompagnata da un erote citaredo. Il carro è trainato da due centauri musicisti.

A rafforzare l’interpretazione sono i numerosi richiami al culto dionisiaco: maschere teatrali, strumenti per le libagioni, frutti, fiori e altri simboli rituali distribuiti nell’intera decorazione.

«L’Italia è leader mondiale nel restauro archeologico e Pompei, con il suo ufficio di restauratori, ne è un tassello centrale», ha sottolineato il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel, evidenziando il valore del progetto anche come occasione di ricerca e confronto.

Il tema dionisiaco al centro delle ricerche del 2026

Il recupero si inserisce nel filone dedicato al mondo di Dioniso scelto dal Parco come tema delle iniziative del 2026. Nella stessa Regio IX, tra il 2024 e il 2025, nella Casa del Tiaso è emersa una grande megalografia con un corteo dedicato al dio.

Il tema tornerà anche nella seconda edizione di “Esopop – Storie in Festival”, intitolata “Ecstatic Pompeii”, con performance teatrali nei siti culturali dell’area vesuviana durante le aperture serali tra fine agosto e settembre.

Fonte: informazioni diffuse dal Parco Archeologico di Pompei e Adnkronos.