Omicidio Gelsomina Verde, confermate in appello due condanne a 30 anni

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La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato le condanne a trent’anni di reclusione per Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi, ritenuti coinvolti nel commando responsabile dell’omicidio di Gelsomina Verde. La decisione, pronunciata martedì 13 ottobre, segna un nuovo passaggio giudiziario nella vicenda della giovane vittima innocente della camorra, uccisa durante la prima faida di Scampia.

Confermate le condanne di primo grado

La terza sezione della Corte d’Assise d’Appello ha confermato le pene inflitte ai due imputati, arrestati nel 2023. Secondo la ricostruzione giudiziaria, avrebbero preso parte all’azione criminale scortando l’automobile utilizzata dal commando. Le condanne riguardano il loro ruolo nel sequestro e nell’omicidio della giovane.

Il delitto durante la faida di Scampia

Gelsomina Verde fu uccisa il 21 novembre 2004, nel pieno dello scontro tra il clan Di Lauro e gli scissionisti. Gli uomini del clan ritenevano erroneamente che la ragazza potesse fornire informazioni su Gennaro Notturno, esponente della fazione rivale. Fu sequestrata, torturata e assassinata; il suo corpo venne poi dato alle fiamme in un’automobile. La giovane non aveva responsabilità nelle attività criminali.

La famiglia e la ricerca della verità

Alla lettura della sentenza erano presenti familiari della vittima. Il fratello Francesco Verde ha ribadito che, a suo giudizio, restano aspetti della vicenda ancora da chiarire. La conferma delle condanne rappresenta un ulteriore passaggio nell’accertamento delle responsabilità per uno dei delitti simbolo della violenza camorristica a Napoli.