
Napoli è tuo, finalmente! È negli occhi dei tuoi tifosi. È nel cuore di tutti i magnifici ragazzi azzurri. È nel viso stravolto eppure felice di Antonio Conte. E’ nello sguardo sornione di Aurelio De Laurentiis, presidente vincente, che piaccia o no.
E’ nella storia e vi rimarrà per sempre. Uno scudetto inimmaginabile, un’avventura straordinaria andata a buon fine. Forse il più bello dei quattro che riempiranno da oggi la bacheca del Napoli.
Lo scudetto della fatica, lo slogan coniato un po’ per gioco, ma poi rivelatosi vincente.
Amma’ fatica’: che capolavoro ha fatto Antonio! Uomo del sud. Sangue caliente.
Conquistato, anche lui, da una città dai mille culure. Dai suoi vicoli, dal profumo dei caffè che ha imparato a gustare tra la gente.
Grazie ad Antonio da Lecce! Condottiero di un gruppo di ragazzi che sono diventati i suoi soldati e con i quali ha fatto la guerra.
Contro ogni cosa: infortuni, disavventure di mercato e le rovine di un gruppo che a giugno scorso non c’era più.
Un gruppo rinato e rimesso in piedi proprio dalla cura maniacale ed ossessiva del suo condottiero. Conte, DNA da leader. Di quelli che la storia la scrivono e non la leggono.
E così oggi Giovanni, il nostro capitano sul campo, Alex, Frank, Stanislav, Amir, Matteo, Jack , Cholito, Juan, Mathias, sono di nuovo, dopo appena due anni, gli interpreti del romanzo dello scudetto.
Insieme a Pasquale da Barra, la Napoli dei quartieri, ed ai nuovi arrivati. Ad Alessandro, Billy, Philip, Big Rom Romelu, David e lui, il fratello scozzese di tutti i tifosi azzurri. McFratmTominay. Scapeau, a chi lo ha portato all’ombra del Vesuvio.
Che stasera erutta di gioia e Napoli non è distrutta!
Napoli tutta vive invece emozioni profonde ed applaude i suoi campioni, festeggiando oggi un tricolore ottenuto sul filo di lana. Contro una grande rivale certamente più attrezzata a vincere ed alla quale vanno fatti i complimenti per come ha lottato fino alla fine.L’Inter scudettata che ha dovuto cedere il suo scettro ad un Napoli che non ha mai mollato.Dopo un entusiasmante testa a testa finale. Che ha regalato la sua ultima scena stasera in un Maradona colmo di entusiasmo contagioso per l’impresa da compiere.
Che ha messo il vestito delle grandi occasioni, regalando un colpo d’occhio eccezionale. Con l’azzurro a regnare sovrano.
Ed una partita che è andata come doveva andare non senza qualche preoccupazione, perché il Napoli non riusciva a sbloccarla. Ma quando McTominay ha scaraventato in rete il suo dodicesimo sigillo stagionale in splendida girata al volo, è stata l’apoteosi. Ed il raddoppio di Big Rom ha chiuso la storia. Con i minuti a scorrere lenti fino ad arrivare al fischio finale. Liberatorio e preludio all’inizio dei festeggiamenti.
E poi, capitan Di Lorenzo che alza la coppa. Con le medaglie al collo degli azzurri a ricordare a tutti che i campioni d’Italia siamo noi. Ancora una volta. Again.
Con la festa che adesso può cominciare per tutti.
Sventolando una bandiera tutta azzurra ca rassumiglia o ciel e o mar e sta citta’.
Quando l’amore per una squadra va oltre ogni cosa. Ed è meraviglioso esserne contagiati.
Napul’e’ nu’ Tricolore: Campione d’Italia,
di Raffaele Castiello
Napoli è tuo, finalmente! È negli occhi dei tuoi tifosi. È nel cuore di tutti i magnifici ragazzi azzurri. È nel viso stravolto eppure felice di Antonio Conte. E’ nello sguardo sornione di Aurelio De Laurentiis, presidente vincente, che piaccia o no.
E’ nella storia e vi rimarrà per sempre. Uno scudetto inimmaginabile, un’avventura straordinaria andata a buon fine. Forse il più bello dei quattro che riempiranno da oggi la bacheca del Napoli.
Lo scudetto della fatica, lo slogan coniato un po’ per gioco, ma poi rivelatosi vincente.
Amma’ fatica’: che capolavoro ha fatto Antonio! Uomo del sud. Sangue caliente.
Conquistato, anche lui, da una città dai mille culure. Dai suoi vicoli, dal profumo dei caffè che ha imparato a gustare tra la gente.
Grazie ad Antonio da Lecce! Condottiero di motivati ragazzi che sono diventati i suoi soldati e con i quali ha fatto la guerra.
Contro ogni cosa: infortuni, disavventure di mercato e le rovine di un gruppo che a giugno scorso non c’era più.
Un gruppo rinato e rimesso in piedi proprio dalla cura maniacale ed ossessiva del suo condottiero. Conte, DNA da leader. Di quelli che la storia la scrivono e non la leggono.
E così oggi Giovanni, capitano sul campo, Alex, Frank, Stanislav, Amir, Matteo, Jack , Cholito, Juan, Mathias, sono di nuovo, dopo appena due anni, gli interpreti del romanzo dello scudetto.
Insieme a Pasquale da Barra, la Napoli dei quartieri, ed ai nuovi arrivati. Ad Alessandro, Billy, Philip, Big Rom Romelu, David e lui, il fratello scozzese di tutti i tifosi azzurri. McFratmTominay. Scapeau, a chi lo ha portato all’ombra del Vesuvio.
Che stasera erutta di gioia e Napoli non è distrutta!
Napoli tutta vive invece emozioni profonde ed applaude i suoi campioni, festeggiando oggi un tricolore ottenuto sul filo di lana. Meritato, perché chi vince ha sempre ragione.
Contro una grande rivale certamente più attrezzata a vincere ed alla quale vanno fatti i complimenti per come ha lottato fino alla fine.L’Inter scudettata che ha dovuto cedere pero’ il suo scettro ad un Napoli che non ha mai mollato.Dopo un entusiasmante testa a testa finale. Che ha regalato la sua ultima scena stasera in un Maradona colmo di entusiasmo contagioso per l’impresa da compiere.
Che ha messo il vestito delle grandi occasioni, regalando un colpo d’occhio eccezionale. Con l’azzurro a regnare sovrano.
Ed una partita che è andata come doveva andare non senza qualche preoccupazione, perché il Napoli non riusciva a sbloccarla. E l’Inter che, invece, a Como andava in carrozza. Ma quando McTominay ha scaraventato in rete il suo dodicesimo sigillo stagionale con una splendida girata al volo, è stata l’apoteosi. Ed il raddoppio di Big Rom ha chiuso la storia. Con i minuti a scorrere lenti fino ad arrivare al fischio finale. Liberatorio e preludio all’inizio dei festeggiamenti.
E poi, capitan Di Lorenzo che alza la coppa al cielo. Con le medaglie al collo degli azzurri a ricordare a tutti che i campioni d’Italia siamo noi. Ancora una volta. Again.
Con la festa che adesso può cominciare per tutti.
Sventolando una bandiera tutta azzurra ca rassumiglia o ciel e o mar e sta citta’.
Quando l’amore per una squadra va oltre ogni cosa. Ed è meraviglioso esserne contagiati.
Raffaele Castiello



