Ieri sera al Maradona si è consumata una piccola epica europea. Il Napoli ha battuto lo Sporting Lisbona per 2-1 nella seconda giornata della fase a gironi di Champions League, guadagnando i suoi primi tre punti dopo l’esordio complicato a Manchester.
È stato un match in bilico: equilibrio nel primo tempo, tensione nella ripresa, sollievo al triplice fischio. Højlund ha firmato una doppietta (36′ e 79′), entrambe su assist – magnifici – di Kevin De Bruyne, che sta già scrivendo pagine memorabili in maglia azzurra.
Lo Sporting ha reagito: al 62′ Politano è stato sanzionato per fallo in area su Araujo, e Suarez non si è fatto pregare dal dischetto.
Ma nel finale, nel recupero, Milinković-Savić ha compiuto un autentico miracolo, negando il pari con un riflesso felino su colpo di testa di Hjulmand.
Cronaca breve
La gara scorre tranquilla fino al 36′, quando De Bruyne, con classe, ripulisce palla, accelera e serve il taglio in profondità per Højlund: dribbling e gol freddo. Prima della fine del primo tempo, Politano prova un tiro a giro che Rui Silva devia in angolo.
Nella ripresa lo Sporting tenta la reazione, e al 62′ ottiene il rigore: Suarez lo trasforma con freddezza, rimettendo tutto in equilibrio. Napoli vacilla, Conte si gioca le carte: entrano Lang e Neres, si sposta l’equilibrio.
All’79′ la giocata decisiva: cross di De Bruyne, Højlund anticipa tutti di testa e manda la palla in rete. Lo stadio trattiene il fiato fino all’ultimo, perché lo Sporting insiste. Ma nel recupero Milinković-Savić dice no con un riflesso su Hjulmand. È festa partenopea.
Analisi
Se Brera avesse guardato questa serata, avrebbe forse parlato di “fuoco che arde nella sera dei tifosi”, di scatti arditi, di “uomini che sanno di pancia”. Questo Napoli ha mostrato almeno tre ingredienti che ne faranno la fortuna se saprà conservarli: cuore, intelligenza tattica e coraggio individuale.
De Bruyne è il cuore pensante: il suo cervello da top player riesce a dare profondità all’attacco, equilibrio al centrocampo, geometria nella pressione. I due assist che ha confezionato per Højlund valgono oro: non sono casuali, sono azioni di invenzione.
Højlund, il ragazzone danese con la fame, ha mostrato sangue freddo. Il primo gol è esecuzione: controllo, discesa, freddezza. Il secondo è fiuto da killer: colpo di testa nudo, essenziale, letale. E la sua doppietta cancella le ombre del passato con la maglia azzurra.
Da sottolineare anche Milinković-Savić, che, al netto di qualche uscita forse affrettata, ha salvato la pelle del Napoli con un miracolo quando il pari era nell’aria. Un portiere che non si sottrae alla scena al momento stesso in cui occorre mostrarsi.
Tatticamente, Conte ha avuto il coraggio della sua scuola: modulo oscillante, letture dinamiche, nulla è fisso. In alcuni momenti si è visto un 4-3-3 mascherato con De Bruyne che arretra, con supporti laterali e cambi rapidi, transizioni fulminanti. Quando lo Sporting spingeva, i cambi hanno tenuto vivo il motore azzurro senza spegnerlo. E quel tiro da rigore concessosi è un’ingenuità di Politano da correggere, segno che nella fretta si paga il contrappasso.
Il vantaggio concesso è un richiamo: il Napoli non deve dimenticare la disciplina difensiva. Ma quando approccia così all’Europa, sa dire la sua.




