
Falsa partenza del Napoli nella volata scudetto. Pari striminzito a Venezia che consegna un – 3 dalla vetta. Perché l’Inter il suo l’ha fatto vincendo a Bergamo. Il Napoli no, trovando resistenza in un Venezia coriaceo, battagliero e carico al punto giusto.
Un pari alla fine di una partita in cui il Napoli, come ultimamente gli succede in trasferta, mostra due volti nel corso della stessa. Anche a Venezia primo tempo più che sufficiente. Un palo di Raspadori a gridare vendetta. Almeno tre interventi decisivi del portiere veneto, in vena di grazia.
Ma poi, come a Como, un secondo tempo impalpabile, senza la giusta grinta. Pericolosità in attacco prossima allo zero, manovra lenta senza sussulti . Con il Napoli che man mano si è spento mentre bisognava accendersi per portare a casa i tre punti. E meno male che Meret ci ha messo i guantoni, in pieno recupero, sulla rapida azione di ripartenza del Venezia. Con il Napoli colpevolmente scoperto a seguito di azione d’angolo. Karakiri sportivo evitato di un soffio.
Delusione palpabile alla fine dell’incontro, di chi sa che il pareggio ottenuto sa di sconfitta. Come lo stesso Conte ha tenuto a sottolineare. Un Conte, abile comunicatore, che ha cercato di mascherare la propria delusione dicendosi soddisfatto della prestazione offerta dal Napoli. Una squadra che, però, risultati alla mano ha vistosamente rallentato a partire dal rocambolesco pareggio con la Roma dello scorso 2 febbraio. Raccogliendo soltanto 8 punti nelle ultime 7 partite di campionato. Media bassissima. Non da squadra lanciata verso la conquista del tricolore. E qui risuona forte l’eco delle parole di Conte in una delle sue ultime conferenze stampa. Dove il tecnico leccese ha sottolineato come, qualitativamente, il Napoli era uscito indebolito dal mercato di gennaio con la partenza, più o meno, condivisa di Kvara. Uno che di qualità ne aveva.
Ecco il tasto dolente di un Napoli che, pur avendo la migliore difesa del campionato, ha solo il settimo attacco del torneo tra le prime dieci in classifica. Troppo pochi i 45 gol messi a segno. E si sa che i gol sono espressione, quasi sempre, di qualità nella fase offensiva. Dove servono interpreti che, al momento giusto, siano lucidamente spietati nel piazzare la zampata vincente. Ed il Napoli, evidentemente, è carente in questo aspetto sul quale bisognerà assolutamente migliorare nel prosieguo della crescita tecnica fortemente auspicata da Conte.
Nel frattempo il pareggio di Venezia ridimensiona non poco le ambizioni scudetto del Napoli, al di là dei soli tre punti di distacco dall’Inter. Perché, è inutile girarci intorno, a preoccupare è la fase involutiva in cui sembra essere precipitato il Napoli. Che deve crederci ancora, è vero. Ma deve dare molto di più per poter provare a strappare dalla maglia della beneamata il prossimo tricolore.
Raffaele Castiello



