Napoli, ostacolo Cagliari superato: profumo di Champions con uno sguardo al futuro

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Missione compiuta in terra sarda per una trasferta che si preannunciava insidiosa. Il Napoli, invece, ha portato via i tre punti abbastanza comodamente. Vantaggio iniziale con il ritrovato McTominay e poi controllo della gara con il solito vizietto di non chiuderla mai. Un marchio di fabbrica del Napoli di Conte in questo campionato.

Ma va bene così. Perché ad otto partite dal termine non si può più andare a cercare il fatidico pelo nell’uovo. Contano i punti, quelli veri. In qualunque modo arrivino. Per raggiungere l’unico obiettivo rimasto: la Champions da centrare a tutti i costi.

Guardando anche avanti, come dice Conte. Ma soprattutto per non cadere indietro. Perché, diciamolo francamente, il tricolore è già più che mezzo cucito sulle maglie della beneamata. Lo dice la matematica. Perché l’Inter dovrebbe perderne almeno altre tre di gare da qui alla fine del campionato. Con il Napoli che dovrebbe vincerle tutte. Cosa altamente improbabile.
Senza contare il terzo incomodo. Il Milan di Allegri.

Ed allora, la vittoria di Cagliari lancia messaggi importanti soprattutto per il prossimo futuro. Sul quale il Napoli sta, probabilmente, già lavorando. E, quando ti ritrovi un De Bruyne in costante crescita nella condizione atletica come a Cagliari, vanno fatte le giuste considerazioni nell’impostazione del Napoli che sarà. Almeno nella prossima stagione.

Della serie: puntare ancora sulla classe, sulla personalità, sulle giocate illuminanti, sulla ingombrante, per gli avversari, presenza del biondo centrocampista belga?

A questa domanda sembra aver già dato risposta Conte. E questo è un ulteriore segnale di continuità. Quella derivante dalla possibile conferma al timone azzurro del tecnico salentino nel prossimo campionato.

A Cagliari, infatti, mister Antonio Conte ha modificato l’assetto tattico rinunciando in partenza ad Alisson e facendo intendere a tutti che la coppia di interpreti McTominay – Kevin de Bruyne è imprescindibile per il suo spartito. Difficile quindi rinunciare alla presenza dello scozzese naturalizzato napoletano. Ma anche del campione belga che, seppure non ancora al 100% delle sue possibilità, ha deliziato il palato degli spettatori con giocate di altissimo livello.

Passaggi filtranti verso compagni visti con la coda degli occhi. Come quello verso Politano nella ripresa. Occupando lo spazio tra le linee come punto di riferimento offensivo delle giocate azzurre. Un bel vedere. Un potenziale tecnico/tattico sul quale provare, forse, a programmare la prossima stagione.

Con un occhio però anche al presente. Per far crescere il gruppo e trovare, a partita in corso, soluzioni tattiche finalmente in grado di mettere in difficoltà gli avversari.
E, sicuramente, la presenza di uno come De Bruyne non può che far bene a giovani come Alisson Santos e Giovane che, si spera, possano essere i futuri Kvara.

Toccherà quindi a Manna ed al presidente Aurelio De Laurentiis interpretare nel modo giusto i segnali che il campo e le scelte di Conte stanno lanciando. Certamente nell’ottica di salvaguardare gli interessi di bilancio societari. Ma, sopratutto, cercando di non dilapidare il patrimonio tecnico e di immagine assicurato dalla presenza in rosa di uno dei maggiori talenti che abbiano mai calpestato il prato del Maradona.

In attesa del futuro, anche se prossimo, il presente dice, meno male, Napoli in perfetta media Champions. Con l’occasione di regalare altre emozioni ai propri tifosi al ritorno in campo dopo la sosta per la nazionale. Contro il Milan al Maradona. Spettacolo assicurato, con l’obiettivo di dare fastidio a tutti. Fino alla fine.

Raffaele Castiello