Napoli non pervenuto contro la Lazio: ma Champions ormai ad un passo

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Crollo del Napoli. Di testa, probabilmente. Di gioco anche. Contro una Lazio che ha confermato essere la bestia nera degli azzurri. E che ha vinto quasi in scioltezza al Maradona. Di fronte però un Napoli inguardabile. In assetto vacanziero o poco più. Con alcuni dei suoi elementi che sembrano, inconsciamente, aver mollato. Perché ornai già lontani dal prossimo futuro azzurro.

Brutta sconfitta del Napoli che conferma il disagio conseguente al pari della scorsa settimana contro il Parma. Sfuggito ormai il sogno scudetto la squadra ha reagito come peggio non poteva. Con una prestazione da encefalogramma piatto.

Zero idee. Errori dei singoli e conferma del fastidioso marchio di fabbrica di quest’anno, rivelatosi in maniera evidente nelle ultime gare: sterilità offensiva. Quella che ha portato, anche contro la Lazio, a quasi zero conclusioni a rete. Se si eccettua quella di Alisson nella ripresa. Quando però I giochi erano stati già fatti.
Con la Lazio saldamente in vantaggio. Ed il Napoli alla deriva tattica e mentale. Che, forse, in partita non era mai entrato.

Con i fab four schierati, ancora, da Conte dopo la non felice prestazione, tutti insieme, andata in scena a Parma. Per esigenza tattica, per garantire personalità e qualità avendo fiutato il crollo poi avvenuto Chissà! Sta di fatto che il Napoli proprio non è riuscito a giocare contro la Lazio. Aggiungendo al solito giro palla sterile, noioso ed inconcludente, svarioni difensivi dei singoli che hanno indirizzato la partita.

Buongiorno, in particolare, l’azzurro più in difficoltà. Suo l’errore che ha dato l’opportunità alla Lazio di ripartire e chiudere la partita nel secondo tempo. Una partita messa in discesa dai biancoazzurri laziali subito, però. Con una partenza a razzo ed un gol rifilato al Napoli con azione alla mano. Stile Sarri. E buon per il Napoli che Savic ha neutralizzato, sul finire del primo tempo, il rigore gentile concessione della difesa azzurra. Perché il risultato sarebbe poi potuto essere ancora più umiliante per il Napoli. Per quel Napoli visto all’opera.

Un Napoli che Conte ha cercato di raddrizzare tatticamente ad inizio ripresa in maniera anche plateale. Tirando fuori due dei fab four. Anguissa e Kevin de Bruyne. Due ombre impalpabili. Sconnesse dalla gara. Forse già ai saluti mentalmente.
Ma, niente da fare ed anche Alisson si è adeguato al grigiore generale. Accompagnando il Napoli alla meritata sconfitta.

Una sconfitta amara ma che, guardando dal lato positivo la situazione generatasi in classifica con la contemporanea sconfitta del Como ed il pari tra la Roma e l’Atalanta, regala almeno una gioia parziale. Con l’aiuto della matematica. Che non mente mai. E che una sentenza la dà. Basteranno, infatti al Napoli almeno otto punti nelle prossime cinque gare e sarà champions.

Sarebbero infatti, almeno 74 i punti. Sufficienti a centrare il quarto posto, nell’ipotesi che il Como e la Roma vincano le prossime cinque ed arriviamo a 73 punti.
Poca gloria per il Napoli. Per essere, comunque, tra i perdenti come dice Conte. Ma al posto giusto per programmare il prossimo futuro con chiarezza. Ed un ADL pronto ad intervenire da protagonista. Manca poco. Poi tutto sarà compiuto.

Raffaele Castiello