Napoli in gran spolvero a Torino e pronto per la doppia sfida con la Lazio

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Buona la decima. Vittoria limpida. Perfino risicata nel risultato. Questa volta il ” corto muso” è uscito fuori soltanto per la serata magica del portiere granata che ha evitato, con prodigiosi interventi, almeno altre due reti degli azzurri. Vittoria però mai in discussione. E numeri da grande squadra quelli attuali del Napoli di Conte. Che ci ha preso gusto nel vedere crescere il suo fieno in cascina. Non solo quindi decima vittoria su quattordici incontri, ma nona partita senza subire gol. Rendimento da grande squadra che sa il fatto suo.

Da Torino la conferma che il Napoli è in grande crescita. Con un McTominay sempre più uomo dovunque del centrocampo azzurro, in possesso di licenza speciale per diventare decisivo con i suoi inserimenti micidiali.
Da ammirare il suo controllo rapido con successiva conclusione a rete, che ha bruciato sul tempo ogni tentativo di reazione sia del difensore che del portiere granata in occasione del gol azzurro. Un gol costruito con arte da un Kvara in netta ripresa, capace di crearsi in più di una occasione i presupposti per affondare nell’uno contro uno.

Con il Napoli che, oltre alla conferma di una solidità difensiva fuori dal comune, ha mostrato una piacevole propensione a creare palle gol riempendo all’occorrenza l’area avversaria. E qui Conte ha sicuramente messo mano allo spartito, chiedendo maggiore partecipazione alle manovre d’attacco, da tutti i reparti, come emerso dall’andamento dell’incontro all’Olimpico di Torino.

Dove si è visto un Politano più presente in zona gol. Con un Lukaku efficace e pungente al centro dell’attacco, che ha sfiorato di tacco un eurogol clamoroso. Maggiore partecipazione in fase di possesso, assicurata anche dalle incursioni degli esterni di difesa. Ottima la prova in questo senso di Olivera che ha sfiorato il raddoppio di testa in una delle sue incursioni nella ripresa, oltre a dare maggiore profondità alle sue giocate sulla fascia di competenza.

Ma tutto il Napoli ha impressionato per la lettura della gara, con la consapevolezza di poterla indirizzare a piacimento. Soffrendo anche se necessario. Carattere, concentrazione ed unità di intenti. Qualità tanto care a Conte che sembrano essere entrate nella testa degli azzurri. Con leader vecchi, come Di Lorenzo, Rrahmani, Anguissa, Politano e nuovi come Lukaku, pronti a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Insomma, una squadra saldamente in testa al campionato che può solo crescere approfittando anche del vantaggio non trascurabile di non giocare le coppe europee che rubano, notoriamente, energie fisiche oltre che mentali.

Una coppa però il Napoli è chiamato ad onorarla. Quella italiana. Meno prestigiosa, ma quanto mai utile nel percorso di crescita iniziato con l’era di Conte. E la Lazio, ben allenata dall’ottimo Baroni, sarà un test importante per saggiare le aspirazioni del Napoli. Anche perché dopo gli ottavi dell’Olimpico di giovedì prossimo, le due compagini si ritroveranno domenica prossima al Maradona in un elettrizzante scontro al vertice.

Incrocio quindi quantomai indicativo dello stato di crescita del Napoli, chiamato a non fallire il doppio impegno.
Al quale però gli azzurri arrivano lanciatissimi e consci della propria forza. Due partite, difficili, per dimostrare a se stessi di poter arrivare fino in fondo sia in coppa che in campionato. Due vittorie da centrare. Perché, sognare non costa nulla.

Raffaele Castiello