Napoli generoso, ma al Maradona passa il Chelsea: arrivederci Champions!

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Applausi finali del Maradona. Per un Napoli che ha interpretato la partita al meglio delle sue attuali possibilità. Applausi di commiato pero’ ed un arrivederci alla massima competizione per club. E Napoli eliminato dopo una sconfitta, seppure immeritata, contro il Chelsea.

Agli uomini di Conte non riesce, infatti, l’impresa. E, la vittoria che sembrava potersi concretizzare dopo un ottimo primo tempo giocato lanciando il cuore oltre l’ostacolo, è sfumata nella ripresa. Quando il Napoli, stanco e a corto di cambi in panchina, ha lasciato spazio alla maggiore qualità dell’avversario che, invece, ha messo in campo la sua artiglieria pesante.

Peccato, perché la vittoria avrebbe aperto matematicamente la qualificazione ai play off. Che invece è sfumata. Ma che il Napoli ha gettato via non certamente contro il Chelsea. Troppi, infatti, i punti lasciati per strada nel percorso iniziato a settembre. Due di questi, contro il Cophenaghen ridotto in dieci ed in vantaggio di un gol, a giochi fatti si sono rivelati decisivi per l’uscita dalla competizione della coppa con le grandi orecchie. E, qui, gli infortuni con i quali il Napoli sta facendo i conti da tempo c’entrano poco. Anzi niente.

Infortuni che, invece, contro il Chelsea hanno condizionato la prestazione del Napoli. Che non è stato in grado, al momento opportuno, di contrastare il ritorno degli inglesi. Per mancanza di valide alternative in panchina in ruoli che avrebbero avuto necessità di cambi. Per dare fiato a chi non ne aveva più.

Come Vergara, il migliore del Napoli, autore del gol capolavoro per il pareggio, con una serpentina tutta estro e fantasia e conclusione all’angolo da applausi. Come lo stesso Hojlund, che ha lottato da solo contro la difesa avversaria attaccando gli spazi per dare sfogo alla manovra del Napoli. Trovando anche il tempo di siglare il gol dell’illusorio vantaggio. Da vero centravanti, chiudendo a rete un’ottima azione manovrata sulla sinistra dell’attacco azzurro.

In sintesi, niente da contestare all’impegno profuso dalla nuova forzata coppia d’attacco azzurro. Un danese tosto e risoluto, Hojlund, coadiuvato da uno scugnizzo, Vergara, in cerca di conferme. In attesa del ritorno vero di Lukaku.
E nessun appunto neanche ai vari Lobotka e McTominay che, fino a quando il fiato ha retto, sono stati tra i protagonisti della bella prestazione azzurra.

Almeno fino al pareggio del Chelsea. Che ha colpito con uno dei suoi uomini migliori. Joao Pedro, non uno qualunque. Coadiuvato, nel forcing finale del Chelsea per mettere ko il Napoli da un certo Garnacho, inseguito a lungo dagli azzurri nello scorso mercato di gennaio dopo la partenza di Kvara.

Ecco, il mercato. Nota dolente a questo punto della stagione. Con due dei maggiori investimenti, Lucca e Lang, ceduti in tutta fretta, addirittura prima degli incontri decisivi in champions. Riducendo ulteriormente la rosa a disposizione di Conte. Rosa già falcidiata da infortuni seriali. Un vero mistero. Perché trattasi di evidente bocciatura da parte di Conte. Che pure li aveva voluti. Così come aveva voluto, anzi preteso già in ritiro, Beukema. Anche lui oggetto misterioso.

E qualcuno tutto questo dovrebbe spiegarlo. Conte in primis. Perché, le scelte di mercato rivelatesi sbagliate, unitamente alla sciagura degli infortuni accorsi ai top della rosa azzurra, hanno senza dubbio generato un primo evidente fallimento della stagione azzurra.

Perché questa eliminazione in champions è tale per come è avvenuta e per quanto ha raccolto il Napoli in otto partite. Otto miseri punti e trentesimo posto in classifica. Numeri che devono far riflettere tutti gli addetti ai lavori della società calcio Napoli.

Nell’attesa, testa al campionato con la curiosità di vedere quale sarà la reazione della squadra dopo l’ennesimo momento buio della stagione. Con un occhio attento anche agli ultimi giorni del mercato che potrebbe regalare, dopo Giovane, altre pedine a Conte. Speriamo siano quelle giuste, questa volta.

Raffaele Castiello