
Dopo una settimana frenetica seguita alla splendida vittoria contro la Juve allo stadium, tutto sembrava tornare.
Napoli imbandierata, feste più o meno organizzate e tifosi in visibilio, pronti ad esplodere di gioia per la conquista dello scudetto. Partita spostata a domenica per motivi di ordine pubblico, con risultato di Inter – Lazio acquisito. E l’Inter che vince anche assaporando, unica volta nella sua storia, il tifo assordante di tutti i napoletani.
Tutto, però, senza fare i conti con un pallone che rotola e regala, in alcuni casi, qualche delusione di troppo quando tutto appare scontato.
Napoli – Salernitana è finita cosi’ con un pareggio che rimanda la festa scudetto tanto attesa. Al termine di una partita che non ha visto in opera un Napoli brillante , davanti allo spettacolo coreografico di un Maradona in festa. Pronto ad esplodere di gioia dopo il tanto atteso scudetto. Contro una Salernitana tignosa, che ha pensato solo a difendersi ed a chiudere tutti i varchi alla manovra azzurra, da cui traspariva chiaramente ansia di risultato da raggiungere a tutti i costi.
La stessa ansia che, chiaramente, si percepiva attanagliare gli stessi tifosi del Napoli già proiettati verso sfilate in auto colorate di azzurro, dopo aver stappato l’immancabile bottiglia per brindare al successo atteso da 33 anni.
Il calcio regala però da sempre sorprese ed anche oggi, dopo il vantaggio del Napoli nessuno avrebbe pensato di rimettere tutto in discussione. Gli stessi azzurri, magari, pensavano inconsciamente di aver raggiunto il sogno tanto atteso. Mai cosa più sbagliata.
Perché la Salernitana ci ha creduto fino alla fine ed ha colpito un Napoli apparso all’improvviso colpito dalla sindrome del ” braccino del tennista”. Che perde ogni certezza in prossimità del traguardo ormai a portata di mano.
Per carità, nulla di grave. Ma a 7 minuti circa dalla fine ed in vantaggio, bisognava fare maggiore attenzione e portare a casa una vittoria così importante. Errori di gioventù sommati ad inesperienza nel gestirsi situazioni simili, per una rosa costituita, quasi nella totalità, da ragazzi che non hanno ancora la vittoria nel loro DNA.
Poco male però, perché ormai il più è stato fatto dopo la magica cavalcata degli azzurri che hanno fatto il vuoto dietro di loro. E, dopo il pari della Juve nel posticipo serale, le varie combinazioni per arrivare al tricolore, sono più che rassicuranti.
Addirittura il Napoli giovedì prossimo potrebbe scendere in campo ad Udine già da Campione d’Italia, qualora la Lazio non riuscisse a battere mercoledì il Sassuolo. Incredibile, ma vero in quest’annata che resterà nella storia del calcio Napoli.
Quindi calma e gesso. La stessa che ha cercato di trasmettere Spalletti in conferenza stampa nel ribadire che il traguardo ormai è ad un passo. La stessa che, da domani, cercherà di trasmettere ai suoi ragazzi affinché si possa compiere insieme l’ultimo strappo in salita, spesso il più difficile. L’ultima tappa da vincere per arrivare al traguardo finale. Il terzo scudetto della storia.
E poi che la festa inizi. Anzi continui. Perché Napoli tutta è già Mille Culure e pronta a Ricominciare da Tre.
Raffaele Castiello



