Napoli, disfatta a Como: perso il primato ed anche la testa

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Disfatta. Batosta clamorosa per come è arrivata. Per l’atteggiamento tenuto in campo soprattutto nella ripresa. Una sconfitta che chiude un mese di febbraio in cui il Napoli ha raccolto la miseria di tre punti. Ed ha perso quasi tutte le certezze faticosamente costruite con il lavoro quotidiano agli ordini di Conte. Perdendo, apparentemente, la solidità mentale oltre che fisica, del gruppo . Quella che aveva portato gli azzurri in vetta alla classifica.

Che la partita sul quel ramo del lago di Como non sarebbe stata una passeggiata era noto a tutti. Anche a Rrahmani che ha finito per complicarla ancora di più dopo pochi minuti dall’inizio, con il più incredibile degli autogol. Di ottima fattura, a seguito di imbambolamento generale di almeno tre prodi azzurri. Politano, Rrahmani e Meret nell’ordine.

Ma poi il Napoli l’aveva ripresa nel modo migliore. Sfruttando l’attuale facilità di andare a rete del Jack nazionale. E meno male che c’è lui, perché altrimenti sarebbero dolori. Perché il Napoli, anche a Como ha mostrato la sua preoccupante non pericolosità in attacco. Pochissime le conclusioni a rete, con un Lukaku troppo impegnato a fare la sponda che a cercare di fare il centravanti. Quello vero che, probabilmente, Conte aveva in mente quando ha fortemente voluto il belga per ricostruire il Napoli.

Al momento, invece, l’apporto di Big Rom è nettamente inferiore alle attese. Ed è un serio problema per questo Napoli le cui certezze tattiche scricchiolano per un mercato di gennaio più che discutibile e per infortuni, purtroppo, decisivi in questa fase del campionato.

Infortuni che hanno costretto Conte a rivedere l’assetto tattico nelle ultime gare, rimescolando posizioni in campo per cercare di dare il giusto equilibrio alla squadra. Dopo aver perso, uno dopo l’altro, Olivera, Spinazzola, Neres, Mazzocchi. Praticamente un’ecatombe sulla sinistra del Napoli.

Ed a Como è stata fatta di necessità virtù. Anche se il 3-5- 2 disegnato all’occorrenza da Conte è sembrato poco efficace nel contrastare la vivacità esuberante di ragazzotti d’assalto come Nico Paz e Diao. La coppia che ha steso il Napoli, nel buio secondo tempo degli azzurri, nella più classica azione di ripartenza, generata da un altro micidiale ed autolesionista errore del Napoli in fase di possesso.

Troppo poco, a questo punto, il tempo rimasto per riprendere la partita. Anche perché il Napoli, oltre a mostrare confusione tattica nel disperato tutti avanti, ha continuato a precipitare in quella sorta di atteggiamento figlio di poca forza mentale e convinzione nel poter far male all’avversario. Segnale molto negativo quest’ultimo. Certificato anche da Conte nella sua dimessa conferenza post partita.

Tutto ciò alla vigilia del big match del Maradona contro i nuovi padroni del campionato. Contro i quali non sarà ammessa nessuna distrazione. E servirà massima applicazione. Perché l’Inter, come ampiamente dimostrato da altre squadre, è battibile. Ma per farlo, serve un altro Napoli. Non certamente quello svaghito e titubante del secondo tempo di Como. Intimorito, fin troppo, da un gruppo di ragazzi ai quali però Fabregas, mica uno qualunque, ha dato la giusta sfrontatezza. Oltre ad idee di gioco più che moderne.

Nulla è dunque perduto. Anche in considerazione dei tanti impegni che attendono l’Inter tra campionato e Champions. Con la stessa Atalanta, rientrata prepotentemente nel gruppone di testa che, calendario alla mano, non avrà una strada in discesa.

Ecco perché bisogna crederci fino in fondo. Con l’apporto, finalmente, dei reduci dall’infermeria, Spinazzola ed Olivera, che consentiranno a Conte di ridare compattezza ed equilibrio tra i reparti. Sperando che l’apprendistato di Okafor, nell’attesa del rientro di Neres, sia finalmente finito.

Nel mezzo, il resto può farlo anche il Maradona con il suo tifo. Senza se e senza ma. Incondizionato. Per provare a fare bottino pieno con l’Inter. Perché tutto può ancora succedere ed il regno di Maradona deve diventare un catino infernale per Inzaghi, l’Inter e la Marotta league. Staremo a vedere. Sabato è vicino ed il gong sta per suonare. Fuori i secondi, rotola il pallone. Mister Conte, Capitan Di Lorenzo, azzurri: è il vostro momento!

Raffaele Castiello