
Madrid è ormai andata. E si che Meret poteva fare qualcosa in più sul gol madrileno del 3 – 2. Così come, probabilmente, kvara, Anguissa ed Osimhen potevano fare meglio in ripartenza, tre contro due, e portare invece il Napoli in vantaggio 2 – 3.
Così va il calcio. Episodi che segnano una gara, e tutti a crocifiggere il friulano, colpevole di essere solo un buon portiere. Pure questo ci sta e, probabilmente, il Meret di oggi, insicuro nelle uscite, bravo nelle parate d’istinto ma timido interprete del ruolo, la sua insicurezza la trasmette a tutto il reparto difensivo.
Un reparto che ha perso Kim, Kim, Kim e pure questo si vede. Come è evidente che Juan Jesus, per sue caratteristiche tecniche e di struttura fisica, mal di adatta al ruolo di terzino sinistro. Chiedere a Kvara per conferma, visto che il brasiliano, quasi sempre bloccato sulla linea difensiva, non ha mai attivato la catena di sinistra.
Sicuramente meglio la catena di destra, con Giovannino di Lorenzo ormai in versione assistman più che da difensore. Note dolenti, invece al centro. La coppia Rrahmani – Natan….scoppia. Il brasiliano deve sicuramente crescere, ma questo lo si sapeva e poi non tutte le ciambelle riescono col buco.
Ma Madrid è ormai capitolo chiuso e Mazzarri quasi ci lasciava un polpaccio nel mitico Bernabeu che si è rifatto il look, alla grande. Altro che Maradona conteso a suon di proclami dal presidentissimo romano e da tutto il consiglio comunale di Napoli.
Una sconfitta in agrodolce però. Perché salvo cataclismi inattesi, con il Braga non dovrebbe essere difficile passare il turno ed approdare agli ottavi. Si può addirittura perdere con un gol di scarto. Da leccarsi le orecchie per dirla alla Greggio. E poi mica tutti hanno un Bellingham a scorrazzare in mezzo al campo ed a disegnare calcio come solo i veri campioni sanno fare. Questione di classe e qualità da invidiare, sportivamente parlando.
Tutto così facile, in apparenza, tanto che il Napoli potrebbe addirittura dimenticarsi della champions per i prossimi dieci giorni, e sarebbe cosa buona e giusta. Perché la strada da percorrere sarà tortuosa nelle prossime due giornate di campionato. Prima l’Inter capolista e subito dopo la vecchia signora ci diranno, infatti, che Napoli è quello che Mazzarri sta faticosamente cercando di far uscire da un torpore dall’accento francese. Facendo anche delle scelte coraggiose.
Come quella di trovare la giusta soluzione tampone con un terzino sinistro che abbia gamba ed assicuri appoggio costante in fase propositiva. Magari ripetendo con Zanoli il positivo esperimento andato a buon fine anni fa con Camilo Zuniga. Cioè un destro naturale prestato alla fascia opposta con ottimi risultati.
D’altra parte non è più consentito sbagliare e Walter ed i suoi lo sanno bene. Victor Osimhen in primis, voglioso di ritornare il protagonista assoluto dell’attacco azzurro e di misurarsi, fin da subito, con Lautaro Martinez, attuale leader dei marcatori. Una sfida nella sfida di domenica prossima. Da vincere ad ogni costo per accorciare in classifica e ridisegnare, chissà, nuovi obiettivi.
Raffaele Castiello



