
Ancora una vittoria, con una cornice di pubblico eccezionale in un Maradona festante, colorato di azzurro. Colpita e affondata anche la Cremonese. La diciannovesima vittoria di un cammino inarrestabile. Che sfida ormai tutte le statistiche a suon di numeri. Con Osimhen, capocannoniere implacabile, che va a segno per la sesta volta consecutiva firmando il suo 17esimo gol. Con Kvara giunto al suo nono sigillo personale. Una coppia ammazza campionato. I Tony Curtis e Roger Moore di Castelvolturno! Attenti a quei due!
Che possono, con i loro colpi, far saltare anche le difese più attente e squadre ben organizzate e fisiche come la Cremonese del buon Ballardini.
Come in occasione del primo gol dove Kvara ha, prima portato a spasso tutta la difesa grigiorossa, e poi ha trafitto con una precisa rasoiata nell’angolo lontano il bravo Carnesecchi. Un gol importante che ha rotto gli equilibri ed ha agevolato non poco il tema tattico dell’incontro per il Napoli, che era apparso meno preciso del solito nel palleggio fino a quel momento. Complice una Cremonese corta, aggressiva nello stretto e pronta ad allungare il campo cercando le sue torri in attacco anche con il supporto degli esterni.
Troppo poco però per fermare questo Napoli. Sempre più capace di leggere le partite ed indirizzarle a proprio favore con la forza della sua organizzazione di gioco. Che anche questa volta ha permesso agli azzurri, una volta in vantaggio, di assestarsi e di colpire al momento opportuno con fredda determinazione. Un secondo tempo quindi di assoluto controllo ed altri due gol da repertorio. Il secondo, di Osimhen, da rapace dell’area di rigore, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il terzo, a chiudere l’incontro, con il semprevivo Elmas che ha risposto ancora presente al magnifico invito di capitan Di Lorenzo, versione trequartista. Anche questo un marchio di fabbrica di Spalletti da Certaldo.
Un tecnico in simbiosi con la città e con tutto il suo gruppo. Sempre pronto e bravo ad esaltarne la compattezza platealmente e volutamente. Accompagnando spesso le uscite dei suoi ragazzi dal campo con gesti che danno l’esatta dimensione dell’atmosfera che si vive in questo momento nello spogliatoio. Ed ecco allora l’abbraccio, con annesso sollevamento di peso, di Lobotka o la carezza a Kvara in occasione delle loro sostituzioni. Segnali di un momento dove tutti remano nella stessa direzione.
Gli stessi segnali che portano Di Lorenzo sul tre a zero, a sradicare la palla dai piedi di un avversario al minuto 94!
O Dombele’ a fare pressing alto nei minuti di recupero. In una sorta di tutti per uno ed uno per tutti. Di partita in partita, verso il traguardo più atteso. Che è però ancora lontano anche se la classifica dice stasera + 16 sull’Inter, in attesa del risultato di Marassi di lunedì. E bene fa Spalletti a spegnere ogni facile entusiasmo.
Nel mezzo, quindi, ancora tante emozioni da vivere in campionato senza mollare di un centimetro.
Ed una Champions da affrontare a viso aperto cercando di centrare, per la prima volta, il prestigioso traguardo dei quarti di finale. Tanta roba e poi, chissà.




