
Una vittoria sudata, fino all’ultimo secondo. Su un campo difficile, ostico. Contro una diretta concorrente in classifica, attrezzata per andare fino in fondo. Tre punti pesantissimi che fotografano l’attuale dimensione del Napoli. Che ha dimostrato, stasera, di saper vincere come sanno fare le grandi squadre.
Gli azzurri battono l’Atalanta alla fine di una partita tirata, giocata a viso aperto da entrambe le squadre.
E vittoria numero sedici in campionato. Altro fieno in cascina. Altro solco scavato proprio con l’Atalanta, ora a sette punti dagli azzurri. Una vittoria arrivata dopo una settimana difficile, che ha segnato l’addio di un altro protagonista del terzo scudetto. Au revoir, Kvara!
Ma vittoria densa di significato. Per come è arrivata e, soprattutto, per come è stata costruita dal Napoli. Che ha ribattuto colpo su colpo ad un’ Atalanta, come al solito, aggressiva e pronta a far valere la propria prestanza fisica a tutto campo.
Con raddoppi di marcatura e pressing asfissiante, gli uomini di Gasperini hanno messo, seriamente, in difficoltà il Napoli nei primi venti minuti dell’incontro.
Cosicché, il vantaggio del solito Retegui è stato quasi una conseguenza scontata di tale atteggiamento tattico.
E qui, le partita è cambiata. Ma a salire in cattedra è stato però il Napoli. Che, prese le misure, ha cominciato a macinare gioco esaltando le qualità di un Neres devastante sulla corsia di sinistra. Imprendibile il brasiliano, autore dell’assist per Politano in occasione del pareggio, e che, poco dopo, si e’ superato lanciando di tacco Anguissa, lesto a servire l’accorrente McTominay che ha siglato il vantaggio azzurro.
Brutto colpo per l’Atalanta e partita vera che ha regalato, dopo la prima frazione di gioco chiusa in vantaggio dal Napoli, un secondo tempo ricco di spunti.
Perché, dopo il pareggio atalantino figlio anche di un’incertezza difensiva su Lookman della retroguardia azzurra, il match ha mostrato la parte migliore del Napoli.
Che ha voluto fortemente la vittoria, credendo fino alla fine all’impresa.
Con Conte che ha ridisegnato la squadra dando maggiore copertura e sostegno al centrocampo con Spinazzola. Con gli azzurri bravi a conquistarsi il dominio a centrocampo con l’accoppiata McTominay- Anguissa. Ed un atteggiamento aggressivo che ha fruttato un’azione dalla sinistra micidiale in occasione del gol della vittoria. Il colpo del KO di Lukaku su assist perfetto di Anguissa. Un colpo spietato, cinico ma tremendamente efficace. Di quelli che sanno assestare le grandi squadre quando è il momento giusto. Il colpo che ha abbattuto la Dea bergamasca.
Spettacolo, nello spettacolo, l’esultanza della panchina azzurra con un Conte indemoniato. Ma fiero del suo gruppo, pronto a fare la guerra con lui. Per lui. Come ha ribadito anche in conferenza stampa.
Segno che qualcosa di importante è stato costruito ed è la vera forza del Napoli.
Qualcosa che si avverte anche tra i tifosi. E il sostegno beneaugurante e spettacolare prima della partenza per Bergamo ne è stato sicuramente la prova.
Sarà così, probabilmente, anche al ritorno dopo la vittoriosa trasferta bergamasca, con una festosa accoglienza.
Anche perché l’ultima volta, dopo la vittoria di Torino, sappiamo tutti cosa è successo.
Magari, porta bene!
Raffaele Castiello




