Morto Franco Di Mare, affetto da mesotelioma. De Luca: “Testimone esemplare del giornalismo come servizio al pubblico”

Franco Di Mare è morto: ad annunciarlo la famiglia. ”Abbracciato dall’amore della moglie, della figlia, delle sorelle e del fratello e dall’affetto degli amici più cari oggi a Roma si è spento il giornalista Franco Di Mare. Seguirà comunicazione per le esequie”.

Il giornalista si è spento all’età di 68 anni, affetto da un mesotelioma inguaribile, malattia rivelata lo scorso 28 aprile a Che tempo che fa e che ha contratto respirando particelle di amianto negli anni in cui era corrispondente all’estero. La vicenda ha assunto una eco enorme anche per le pesanti affermazioni sul comportamento che gli ha riservato la vecchia dirigenza Rai dopo la scoperta della malattia.

Nato a Napoli e laureato in Scienze Politiche all’Università Federico II, Di Mare ha seguito buona parte dei conflitti degli ultimi venti anni in Rai, dov’è entrato nel 1991. E’ stato conduttore di Unomattina e delle finestre del TG1 all’interno della trasmissione, oltre che del programma d’informazione e attualità Sabato e domenica. E’ stato vicedirettore di Rai 1, direttore generale dei programmi del giorno della Rai e direttore di Rai 3.

Per Rizzoli ha pubblicato Il cecchino e la bambina (2009) e il romanzo bestseller ‘Non chiedere perché’ (2011) dove raccontava la storia di come ha incontrato in un orfanotrofio e si è innamorato di una bimba di 10 mesi che poi adotterà con il nome di Stella.

“Ci addolora profondamente la morte del giornalista Franco Di Mare. Ai familiari, colleghi ed amici esprimo il cordoglio per la scomparsa di un uomo di grande umanità ed un professionista competente ed appassionato” il cordoglio espresso dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Nel corso della sua carriera Franco Di Mare ha raccontato tutti i principali eventi del nostro tempo cercando sempre, con coraggio, la verità. Ha rischiato in prima persona per documentare gli orrori della guerra, ma ha saputo anche con grande umanità raccontare storie di speranza. Perdiamo oggi un prezioso punto di riferimento, un amico sincero della nostra terra e della nostra gente. Un testimone esemplare del giornalismo come servizio al pubblico”.

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