Matteo Renzi, il terzo polo e il tanto lavoro per la giustizia, il leader di Italia viva: “C’è spazio per un terzo polo ma è tutto da costruire”

Nell’intervista rilasciata a Il Mattino il 17 maggio Matteo Renzi torna a parlare della suggestione del terzo polo e delle questioni riguardanti la giustizia.

L’ex Premier si dichiara favorevole ai referendum anche se non sarebbero risolutivi e ci sarebbe comunque molto lavoro da fare: “Bisogna intervenire sullo strapotere delle correnti e per la misurazione dei risultati dei magistrati”.

Il suo nuovo libro ha scatenato molte polemiche negli ambienti giudiziari, tanto che il vicepresidente del CSM Ermini vorrebbe querelare il senatore di Rignano, che risponde: “mi sono limitato a mettere in fila tutto ciò che è accaduto, dall’incredibile ondata di presunti scandali, passando per dossier e fake news. Avvertivo il bisogno di mettere nero su bianco 10 anni di cronaca di questo paese. Io non covo rabbia ma non accetto una narrazione piena di falsità”.

Passando a discorsi squisitamente politici, si avvicinano le amministrative del 12 giugno ma Renzi è cauto: “le amministrative hanno valenza locale e solo tra settembre e ottobre sarà più chiaro tutto lo scenario. Vedremo poi a che gioco si gioca”. Sembrerebbe l’ennesimo messaggio velato rivolto all’amico, ma non troppo amico, Carlo Calenda; i due sembrano muoversi in simbiosi, da tempo parlano di terzo polo riformista ed entrambi girano l’Italia per presentare i rispettivi libri, ci sarebbero anche voci interne a Italia viva secondo cui il titolo Il Mostro gioca un ruolo provocatorio, richiamando il titolo del primo libro di Calenda I nuovi mostri.

Dopo l’esperienza di governo terminata nel 2016 i rapporti si sono incrinati non poco, per lungo tempo Calenda ha sferrato attacchi al vetriolo nei confronti del senatore di Iv, che dal canto suo ha dichiarato che mai lo sentiremo attaccare Calenda; la vicenda che ha portato la Raggi a presiedere la commissione per i grandi eventi di Roma ha determinato una rottura al Campidoglio, i consiglieri Casini e Leoncini sono usciti dal gruppo Lista Calenda e hanno costituito il gruppo Italia viva. Solo a Genova Azione e Italia viva correranno insieme a sostegno del sindaco uscente Bucci, schema che potrebbe ripetersi a Palermo, dove c’è stato il ritiro della candidatura a sindaco di Faraone, intenzionato in un primo momento a sostenere Lagalla, ma il dietro front di Renzi potrebbe aprire ad altri scenari. Azione sosterrà il candidato di Più Europa Ferrandelli, potrebbe esserci l’occasione di sperimentare il terzo polo proprio nel capoluogo siciliano.

Per la prima volta il leader di Italia viva si sbilancia, affermando che c’è uno spazio enorme e potenzialmente può arrivare al 20% ma è tutto da costruire; sulle elezioni non ha dubbi: “si vota nel maggio 2023 a naturale scadenza”.

di Vincenzo D’Arienzo

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