
Big Rom ha colpito. Quando tutto sembrava incanalare la partita verso un pareggio inutile del Napoli contro un Verona con più di mezzo piede in B. Ma, Lukaku l’ha messa dentro a modo suo. Mostrando a tutti quale può essere il peso in attacco di uno che di gol se ne intende. Di uno che ha gonfiato la rete per oltre 400 volte nella sua carriera da bomber di razza.
Buon per il Napoli. Che ha portato a casa una vittoria sul filo di lana. Tre punti pesantissimi che consolidano gli azzurri al terzo posto in attesa dello scontro diretto tra Roma e Juve. Una vittoria non certo esaltante. Ma, al punto in cui siamo,
preziosa. Al di là di come è maturata.
Perché la partita non è stata di certo esaltante. Deludendo le aspettative di chi si aspettava un Napoli arrabbiato e con la garra giusta. Dopo tutto il fiume di polemiche seguite ai fattacci di Bergamo. Niente di tutto questo invece è andato in onda stasera al Bentegodi. Dove il Napoli ha giocato in modo appena decente. Ma, comunque, insufficiente.
Sbloccando subito la partita con il solito Hojlund. Adagiandosi però troppo presto sul vantaggio ottenuto. Non trovando quasi mai, nel corso del primo tempo, la giocata giusta a certificare la maggiore qualità rispetto ai gialloblu’. Lento e ripetitivo il giro palla degli azzurri. Ma fine a se stesso.
Pochissime conclusioni a rete. Ed un gioco incapace di far scoccare la scintilla che accende la partita. Con molti degli interpreti azzurri in evidente giornata negativa. Logori fisicamente ,come Lobotka e Spinazzola. Ancora fuori condizione dopo il rientro da infortunio, come Politano.
Timido anche l’ approccio alla gara di Alisson che non ha mai puntato l’uomo con decisione. Negando al Napoli anche quelle accelerate che potevano creare qualche occasione degna di nota in attacco. Insomma, non un bel vedere.
E sullo stesso piano è stata giocata anche gran parte della ripresa. Con il Verona che, senza accorgersene, alla prima conclusione a rete ha centrato un insperato pareggio. Su azione di calcio d’angolo regalato però, con negligenza, dall’arbitro Colombo che non ha visto un netto fallo su Buongiorno nella precedente azione. Errore o interpretazione da campo? Non lo sapremo forse mai.
Sta di fatto che poteva costare caro al Napoli se Romelu Lukaku non avesse pescato il classico coniglio dal cilindro all’ultimo secondo del recupero concesso.
Liberando col suo gol Conte e tutti i suoi compagni dalla ormai prossima rassegnazione ad un pari che al Napoli proprio non serviva.
Perché certe partite vanno vinte e basta. Senza andare neanche troppo per il sottile.
E quella contro il Verona era una di queste. Per tenere botta a contendenti agguerrite nella corsa Champions.
Ciò non giustifica, ovviamente, il Napoli per una prestazione comunque sotto tono. Che non può essere giustificata nemmeno dalle tante, ormai, croniche assenze per infortunio. Ma tant’è. Dovremo forse abituarci, da qui alla fine del torneo, a non pretendere troppo da un gruppo, quello rimasto a disposizione di Conte, che appare ormai incapace di dare di più. E, finché arrivano i tre punti, va bene così.
La speranza invece, per fa crescere l’intensità e la forza del gruppo, è che il tecnico leccese possa riavere a disposizione a breve almeno Anguissa, Mc Tominay e ritrovare il miglior Gilmour.
Sarebbe già tanta roba per il rush finale che attende il Napoli da qui alla fine del campionato.
Troppo importante un piazzamento champions per il prossimo futuro della compagine azzurra, del presidentissimo Aurelio de Laurentiis.
Tra un centro sportivo da costruire ed un Maradona che potrebbe perdere la candidatura agli europei del 2032.
Ma, questa, è un’altra storia.
Raffaele Castiello



