La Storia di Salam House si arricchisce di un altro importante risultato. È realtà la nuova sede di Via Cosenz, nel cuore della IV Municipalità, non lontano dalle Case Nuove. L’immobile, restituito alla collettività, è un bene confiscato alla camorra che sarà gestito dall’associazione temporanea di scopo formata da Salam House Giovani Odv, capofila, con Rinascita Salam House Odv; Nerea Aps (associazione di promozione sociale) e Nazareth, Cooperativa Sociale a r.l. Onlus.
La struttura ospiterà il progetto di riutilizzo sociale “Per Aspera ad Astra”, iniziativa pensata per offrire un concreto sostegno e percorsi di integrazione a minori e famiglie straniere che vivono situazioni di vulnerabilità o difficoltà di inserimento nel tessuto sociale ed economico del Paese.
Alla consegna ufficiale è intervenuto l’assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Antonio de Iesu. «Oggi è una bella giornata. Lo dico senza retorica, con il cuore – ha detto nell’occasione l’assessore – lo dico perché guardare questo bene confiscato che era utilizzato dai camorristi, vedendo invece che sono utilizzate per ospitare dei bambini anche di diverse culture significa vera integrazione. Grazi, per questo, al lavoro del Servizio beni confiscati dell’amministrazione, ma soprattutto alle associazioni che spendono il loro tempo per aiutare i tanti bambini che sono qui. È un quartiere delicato, sensibile e per questo non sono sufficienti solo le attività di polizia giudiziaria, ma è necessario che il quartiere reagisca con tante iniziative da parte delle associazioni. Il nostro obiettivo è esaurire i beni confiscati dando a tutti una destinazione di alto profilo morale come in questo caso».

La coordinatrice di Salam House è Barbara Ciardiello, sociologa: «Anche per noi è stata davvero una bella giornata di festa per la nostra piccola, grande, comunità. Sentire l’assessore De Iesu esprimersi in questo modo nei nostri confronti ci riempie di orgoglio. Significa riconoscere l’impegno e l’efficacia delle associazioni che operano in contesti sociali complessi ottenendo risultati apprezzabili nell’ambito dell’accoglienza, della solidarietà, del dialogo. Un compito non facile dovuto mediare tra bisogni materiali cogenti e barriere culturali».
Salam House è una costola di Rinascita sociale Salam House, fondata nel 1993. È impegnata da sempre nel volontariato e affronta la precarietà di vita delle famiglie più fragili e indigenti, sia napoletane sia immigrate. Una battaglia quotidiana per far emergere, in un pesante contesto di bisogni materiali, i valori dell’accoglienza, della solidarietà, del dialogo e dell’incontro tra persone che vengono da luoghi lontani o culturalmente diversi.
Le attività si articolano tra doposcuola, laboratori, assistenza alle famiglie fragili con l’avvicinamento ai servizi di base. «Ci muoviamo in stretta collaborazione con gli operatori del Servizio Sociale, dell’Asl, del Terzo settore e delle scuole – spiega la sociologa – ci avvaliamo della collaborazione di medici, tra cui neuropsichiatri infantili, per parlare di igiene sanitaria e di alimentazione. Organizziamo attività leggere per gli anziani come la lettura e i piccoli hobby manuali. Siamo partner della Regione nello sviluppo dei progetti. Momenti di sconforto? Sì, come pure la tentazione di mollare tutto. Non è facile reggere in un contesto sociale così complicato, ma il fatto che quasi nessuno dei ragazzi che abbiamo seguito si sia perso ci spinge ogni volta a proseguire».




