
Brutto Napoli che ha rischiato di rovinare il sogno scudetto contro un modesto Monza, ormai retrocesso.
C’è voluto il solito acuto di McTominay, favorito da uno svarione del portiere brianzolo, per rimettere le cose a posto. Almeno sulla carta, in chiave classifica.
Perché poi, dopo, è successo veramente di tutto in sala stampa. Con Conte letteralmente scatenato. Che si è preso la scena da navigato one man show!
E la partita, che pure ha regalato il momentaneo aggancio alla capolista Inter, è filata via liscia. Una formalità, nel percorso piu’ che difficile verso sogni di gloria insperati. Non programmati, ma nemmeno da lasciare per strada.
Invece la vittoria striminzita, sofferta, ed alla fine liberatoria per un gruppo schiacciato dalla pressione del risultato a tutti i costi, ha detto tanto. Incrociando il Conte pensiero. Tra espressioni fin troppo colorite del tecnico leccese.
Costretto, ancora una volta come gli capita ormai da dicembre, a fare di necessità virtù nello schierare la formazione di partenza.
Con l’ennesimo infortunio di Neres. Solito < soleo> a fare da terzo incomodo.
E squadra, praticamente, piatta. Incapace di incidere in attacco come spesso gli capita contro squadre arroccate in difesa.
Primo tempo da incubo. Giro palla lento, prevedibile e solletico fatto ad un Monza mediocre.
Senza riuscire mai a saltare l’uomo creando la superiorità numerica, utile in questi casi, a sferrare l’attacco decisivo.
Perché a corto di uomini in grado di farlo. Perché, evidentemente, Okafor e Ngonge sono fuori dalla considerazione di Conte.
E Kvara parla ormai in francese.
Ed ecco, forse, spiegata l’incontenibile reprimenda a fine gara di Conte . Che nello scudetto ci crede, eccome. E del suo fascino ne è inebriato, dopo la conquista ormai certa della qualificazione alla prossima champions. Obiettivo primario ad inizio campionato. Ma che ora sta stretto al tecnico leccese. Che ha maledetto a più non posso l’infortunio del brasiliano. Citando, non a caso probabilmente, il non perfetto stato dei campi di allenamento del Napoli. Da migliorare e da rifare come segnalato sicuramente, insieme ad altre cose, alla società.
La stessa che, evidentemente, lo ha deluso rispetto alle scelte di mercato di gennaio e non solo, se gli ha fatto precisare che negli otto mesi di permanenza all’ombra del Vesuvio, ha capito che certe cose a Napoli non si possono fare!
Poi, certo, alcune affermazioni vanno a scuotere equilibri relazionali e societari a noi non noti. E, probabilmente, sirene di mercato che stanno già suonando per il tecnico salentino. Che, da perfetto conoscitore dell’ambiente, potrebbe anche aver giocato di fino uscendo allo scoperto al tempo giusto.
Per sollecitare De Laurentiis a sposare il suo ” impegnativo” programma di rafforzamento della rosa per il prossimo campionato. Per puntare, questa volta apertamente, al titolo oltre che ad una dignitosa champions.
Ma lanciando anche al navigato presidente del Napoli l’ultimo avviso, che sa di dentro o fuori, su tutti i temi che fanno parte del programma di crescita iniziato lo scorso giugno.
Perché non è stupido e più di qualcuno ha già bussato alla sua porta. E non può più aspettare.
C’è, infine, l’interrogativo che svuota di significato anche le parole di Conte. Cui prodest? A chi giova un’atmosfera simile in un momento così delicato del campionato?
Non certamente a Di Lorenzo e compagni.
E, nemmeno, al tecnico azzurro probabilmente. Visto anche il non condivisibile schieramento in campo adottato contro il Monza.
Sacrificando Raspadori in partenza. Quando c’era solo da vincere.
Staremo dunque a vedere gli sviluppi del polverone sollevato. Sperando di ritrovarci domenica prossima ancora lassù. Insieme all’Inter. E questo si, sarebbe un vero miracolo sportivo della squadra azzurra. Compreso il suo discusso condottiero.
Raffaele Castiello



