
Parlare di calcio e di un pallone che rotola per effetto di carezze, più o meno eleganti, ricevute da calciatori per lo più strapagati è, obiettivamente, difficile dopo lo spettacolo indecoroso andato in onda al New Balance Arena di Bergamo.
Dove il Napoli è stato sconfitto, ancor prima che dalle due conclusioni di testa di Pasalic e Samardzic, dall’associazione mezzo meccanico – mente pensante più chiacchierata d’Italia. VAR ed Arbitro : attenti a quei due!
E si, perché proprio non se ne può più. E non bastano nemmeno le solite ridicole giustificazioni con annesse ammissioni di colpa. Della serie, abbiamo sbagliato! La misura è oramai colma. Ed il povero tifoso fa fatica a comprendere certe decisioni. Con il dubbio che s’insinua profondo. Quello che ha un nome subdolo. Perché, se si pensa alla malafede, allora è meglio darsi tutti al Fantacalcio.
Fatto sta che anche oggi, il danno è stato fatto, eccome. Ed il Napoli, pur disputando una buona gara, almeno fino al secondo fattaccio di giornata, è uscito a mani vuote da uno scontro chiave nella bagarre che si sta delineando nella corsa ad un piazzamento Champions.
E si, perché poteva essere tutt’altra partita se solo si fosse applicato il protocollo, più volte sbandierato ai quattro venti, che determina certe decisioni sul campo di gioco.
Ma oggi il Var, con tale Aureliano, si è superato. Richiamando, quando non doveva e poteva, il mediocre Chiffi a rivedere il fallo su Hojlund che aveva generato la concessione del rigore da parte dell’arbitro. Perché, se il VAR può intervenire su chiaro ed evidente errore, non era questo il caso. Il fallo in area di Hien su Hojlund c’era stato e l’arbitro ci aveva visto giusto.
Grave errore degli addetti al VAR, ma anche poca spina dorsale e mancata autorità decisionale dell’uomo con il fischietto. Che si è pure ripetuto ad inizio ripresa. Questa volta ancora più sorprendentemente. Vedendo, solo lui, un fallo di Hojlund su Hien, prima del tocco sotto misura di Gutierrez per il raddoppio azzurro. E, questa volta, il VAR muto e con i paraocchi non ha invece chiamato Chiffi a rivedere un bel nulla. Alla, volemose bene. Incredibile.
Ma due errori grossolani che hanno fatto perdere l’aplomb persino a Manna. Che ha ufficialmente, in rappresentanza della società azzurra, manifestato tutto il disappunto del Napoli. Dure le esternazioni del direttore sportivo ai microfoni di DAZN ed in conferenza stampa nel commentare quello che è successo. Commento risparmiato a Conte. E meno male.
Due errori, grandi come una casa, che hanno però inevitabilmente indirizzato la partita in negativo per il Napoli. Che, invece, se l’era giocata, nel primo tempo, con il suo giovane tridente. Dove la velocità di Alisson, la sfrontatezza di Vergara e la prestanza di Hojlund a fare reparto, avevano creato non pochi grattacapi alla difesa bergamasca. Trafitta anche da Beukema di testa su schema da calcio di punizione.
E peccato veramente per il Napoli che, sia sul finire del primo tempo che ad inizio ripresa si è visto negare da VAR ed arbitro la possibilità, più che meritata, di doppiare il vantaggio. Perché poi il calcio è spietato e, quando l’Atalanta ha alzato il tasso tecnico con l’ingresso di Scamacca e Samardzic, la partita è cambiata. E, questo va detto, anche per errori del Napoli in marcatura nelle palle alte i bergamaschi hanno preso il sopravvento. Con il Napoli incapace, nei minuti finali, di riprendere la partita.
Per una sconfitta che brucia ed accorcia, maledettamente la classifica di quelle che si giocheranno l’accesso in Champions. E ci sarà da sudare. In un campionato dove il Napoli ha già pagato, abbondantemente, dazio con la serie infinita di lunghi infortuni che ha colpito i suoi uomini migliori.
Staremo a vedere. Mentre l’Inter si è cucito già sulla maglia lo scudetto. Aspettando anche che qualcuno non spenga, definitivamente, i sogni di quelli che il sistema lo mantengono. Pagando le Paytv, riempendo gli stadi, acquistando maglie dei propri idoli. I tifosi, quelli veri. Che meritano rispetto.
Raffaele Castiello



