
“Quanno Chiove” cantava il grande Pino, <l’acqua te ‘nonne e va, tanto l’aria s’adda cagna’>. Invece sul Napoli diluvia. E la vittoria importante, sofferta oltremisura con il Sassuolo, lascia strascichi pesantissimi. Con Rrahmani, Politano ed Elmas che vanno ad aggiungersi alla lunga lista di infortunati.
Una maledizione. In un momento topico della stagione degli azzurri. Chiamati a giocarsi la qualificazione ai play off in champions nella trasferta di Copenaghen con un occhio al campionato che riserva, in sequenza, lo scontro al vertice con la Juve. Per restare nella scia dell’Inter e consolidare un piazzamento champions.
Impegni ravvicinati da brividi che ti entrano nella mente, oltre che nel fisico. Con il risultato di poca lucidità e stanchezza durante le gare. Caratteristiche del Napoli andate in onda anche contro il Sassuolo.
E meno male che Lobotka, una rarità assoluta, ha pescato il jolly ad inizio gara concludendo a rete una delle poche azioni lineari ed efficaci portate dal Napoli in attacco.
Una squadra, quella di un Conte ancora esiliato dal suo posto in panchina, apparsa innanzitutto stanca in alcuni dei suoi uomini più rappresentativi, come McTominay ed Hojlund. Oltre che priva di idee propositive. Rimaneggiata, ancora, una volta. Con Neres fuori gioco per la sua caviglia ballerina. L’unico, il funambolico brasiliano che, ultimamente, era stato in grado di dare vivacità all’attacco azzurro. Rimpiazzato, contro il Sassuolo, da Vergara. Talentuoso trequartista azzurro che il Napoli, vista la penuria di uomini a disposizione, farebbe bene a tenersi stretto, resistendo alle lusinghe del mercato. Buone alcune giovate dello scugnizzo di Frattaminore, nel grigiore generale di una squadra che ha sentito il peso e l’importanza di una gara da non fallire.
Una squadra che, inevitabilmente, dopo il vantaggio ha pensato soprattutto a difendere il prezioso gol di vantaggio. Riuscendoci, alla fine, con grande sofferenza. Perché il Sassuolo la sua partita se l’è giocata, eccome. Sfiorando in almeno due occasioni il pareggio. Con il Napoli, nel frattempo, ulteriormente decimato da infortuni durante la gara. E Conte apparso più che perplesso dalla sua postazione di fortuna in tribuna.
Strana la situazione in cui si trova in questo momento il tecnico leccese. Che sembra, in maniera sorprendente, aver bocciato inesorabilmente due pedine da lui stesso suggerite a Manna in fase di campagna acquisti. Perché Lang e Lucca sembrano già ex calciatori del Napoli.
Con Marianucci e Beukema a far loro parzialmente compagnia. E qualche spiegazione Antonio Conte dovrebbe pur darla. Perché, forse, l’emergenza anche numerica dell’attuale Napoli, è figlia di rotazioni mai avvenute o poco cercate dal tecnico leccese. E di questo don Aurelio, non sarà per niente contento.
In un momento della stagione in cui il Napoli si gioca, praticamente, tutto. Tra un mercato bloccato, mugugni di spogliatoio, infermeria piena e calendario super affollato.
Serviranno, pertanto, equilibrio e concentrazione. E qualche alchimia di Conte. Che dovrà rimescolare la formazione attingendo, in alcuni ruoli, da quel poco che l’attuale rosa a sua disposizione gli consentirà. Impresa ardua ma necessaria. Perché il gong è gia scoccato.
Raffaele Castiello



