
Again, ancora Napoli e primato in classifica sulle note del grande Pino. Ci ha pensato Lukaku a domare una Roma ostica, alla quale mister Ranieri ha ridato da subito dignità. Tre punti pesantissimi arrivati col guizzo vincente dell’ex Romelu, finalmente, decisivo.
Ma gara tutt’altro che scontata. Difficile per gli uomini di Conte, che hanno trovato non poche difficoltà nel superare una Roma ben messa in campo e pronta a chiudere tutti i varchi in attacco al Napoli. Che però la partita l’ha avuta sempre in pugno, facendo girare la palla a dovere e con i giusti ritmi a centrocampo, dove Lobotka ha fatto sentire, eccome, la sua ritrovata presenza.
Contro una Roma caparbia, il Napoli ha, comunque, avuto la pazienza di aspettare il momento giusto per colpire, rischiando quasi nulla dalle parti di Meret. Trovando, però, per tutto il primo tempo, pochissimo spazio nella ragnatela difensiva predisposta da Ranieri. Eccezion fatta per la limpida occasione da gol divorata da Kvara in avvio di gara. Errore veramente incredibile di testa, sotto misura, quello del georgiano apparso anche oggi non nella forma migliore. Per il resto collezione di calci d’angolo e pochissime emozioni per un pubblico delle grandi occasioni.
Ed a tutti è parso subito chiaro che solo una gran giocata avrebbe potuto rompere un equilibrio teso ad impattare la partita, al quale, evidentemente, Claudio de Roma, aveva ben lavorato in settimana, disegnando una squadra tutto grinta e cuore.
E la gran giocata, per fortuna del Napoli, è arrivata al momento giusto, ad inizio ripresa. A conclusione di una straripante azione offensiva imbastita da un superbo Di Lorenzo, nettamente il migliore in campo per i partenopei. Suo l’assist invitante che ha risvegliato dal torpore, fino a quel momento totale, il buon Lukaku, pronto però, a piazzare la zampata vincente da vero goleador. E a ribadire a tutti i criticoni d’occasione che chi fa gol ha sempre ragione.
Quinta realizzazione per il centravanti belga ma, soprattutto, tre punti d’oro per il Napoli che fa sua una partita fondamentale, tenendo il passo di Inter, Fiorentina, Atalanta e Lazio tutte vittoriose e desiderose di scippare agli uomini di Conte l’attuale primato. Risicato, è vero, ma pur sempre meritato a questo punto del torneo.
Il Napoli, infatti, sembra aver ripreso consapevolezza dei propri mezzi dopo la parentesi Atalanta mostrando, innanzitutto, una ritrovata compattezza difensiva. Dove la coppia Buongiorno – Rrahmani è ormai più che affidabile.
In netto miglioramento anche gli equilibri di centrocampo dove l’onnipresente Lobotka ha ripreso a disegnare le giuste geometrie, con l’aiuto della buona fisicità assicurata dal duo Anguissa – McTominay.
Da migliorare, invece, la fase offensiva dove è necessario, soprattutto quando si affrontano squadre chiuse ad oltranza, trovare il modo di creare la superiorità numerica con uomini pronti a saltare l’avversario nell’uno contro uno. Su questo Conte sembra avere le idee abbastanza chiare. Come dimostrato oggi attraverso la sostituzione di un inconcludente Kvara con il più vivace Neres, che alla fine ha anche sfiorato un gol clamoroso dopo un’ubriacante serpentina.
Tempo al tempo. Ma sicuramente questo è un tema su cui il tecnico leccese sta concentrando la sua attenzione e su cui bisognerà lavorare. Per elevare il livello di pericolosità della squadra in fase realizzativa. Perché il Napoli, pur essendo primo in classifica, di gol ne fa pochini. E questo a lungo andare può essere un serio problema per far crescere il famoso fieno in cascina. Quello tanto caro a Conte.
Raffaele Castiello




