Il Napoli piega il Cagliari al Maradona, tre punti e due gol d’autore

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Attenti a quei due. Il Napoli ritrova la vittoria al Maradona con la sua ritrovata coppia di goleador finalmente ben inspirata. Osimhen e Kvara stendono, con due gol d’autore, un Cagliari combattivo, che ha fatto della sua fisicità l’arma migliore.

È stata una partita difficile che il Napoli è riuscito a portare a casa con caparbietà, con pazienza. Aspettando il momento giusto per rompere la diga difensiva predisposta da Ranieri con una squadra diligentemente raccolta nella propria metà campo e pronta a chiudere tutti gli spazi.

Un brutto cliente la squadra sarda per gli azzurri che però davano l’impressione di poter sfondare prima o poi. Anche se un primo tempo di assoluto dominio, con varie occasioni da rete create e non concretizzate, hanno fatto riaffiorare qualche fantasma sugli spalti del Maradona. Soprattutto dopo il colpo di testa di Rrahmani stampatosi sul palo con Scuffet battuto.

Sembrava, insomma, un’altra giornata stregata, di quelle che ti possono segnare negativamente un’annata. E meno male che Meret è stato pronto e reattivo su l’unico contropiede cagliaritano con un’ottima uscita su Nandez. Beffa sfiorata per un pelo!

Poi, la mossa nella ripresa che ha sbloccato l’equilibrio e fatto saltare il banco. Al posto di un ancora sufficiente Natan, entra il professore, come soleva definirlo mister Spalletti. E la musica cambia. Perché Mario Rui libera, con i suoi movimenti a salire, dalla morsa delle marcature asfissianti il buon Kvara che, con il compare portoghese, si intende a meraviglia. Sua l’apertura verso il terzino sinistro puntualmente sovrapposto, e magica traettoria disegnata dal Marittiello napoletano per l’incornata vincente di Osimhen in occasione del primo gol azzurro. Tutto molto bello, con una giocata alla mano degna del Napoli scudettato.

Vantaggio sudato, meritato ma mal gestito dal Napoli che subisce l’immediato pareggio del perfido Pavoletti, un ex tutto pepe e particolarmente bellicoso. Chissà perché. E qui, le solite note dolenti di una difesa che non riesce a dare ancora una sensazione di solidità. Che lascia crossare dagli esterni con estrema facilità non stringendo mai sul primo attaccante di turno. Ci sarà da lavorare tanto sull’assetto tattico difensivo, e questo Mazzarri lo sa.

Pareggio, dunque, doloroso per il Napoli che però ha ancora la sua arma letale da giocarsi. Un georgiano affamato di gloria e di gol. Kvara, pronto a scaraventare in rete tutta la sua rabbia, finalmente, e riportare il Napoli in vantaggio. Ma che assist di Victor, che sguscia tra tre o quattro difensori cagliaritani, servendo un colpo da ko al georgiano. Applausi anche per il neo pallone d’oro africano!

Sorridono i tifosi, al cospetto di una vittoria che sembrava ormai svanita. Soddisfatto anche Mazzarri, il cui lavoro lascia pian piano intravedere qualcosa di nuovo in campo. Maggiore compattezza tra i reparti, fluidità di manovra a centrocampo e tagli verso l’interno più frequenti da parte degli esterni, Kvara in primis.

Segnali di ripresa accompagnati anche da evidenti miglioramenti della tenuta atletica, per effetto della cura Pondrelli in atto. Napoli in progress, per così dire. Tatticamente, fisicamente, moralmente. E vittorie come quella di stasera fanno sicuramente bene e sono la migliore medicina per riprendersi la scena. Partita dopo partita, senza perdere di vista alcun obiettivo.

D’altra parte, non c’è un’attimo di tregua e, dopo il sorteggio, speriamo benevole, di lunedì prossimo per gli accoppiamenti di champions per gli ottavi, sarà già Coppa Italia martedì al Maradona con il Frosinone. E bisognerà vincere ancora! Per volare ai quarti. Poi si vedrà.

Raffaele Castiello