Il Napoli frena con il Verona e la vetta si allontana

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Verona è stata la classica partita che dimostra come il calcio non sia una scienza esatta. Perché il Napoli, reduce dalla prestazione dominante di Roma, avrebbe, sulla carta, dovuto annientare il Verona. Peraltro nei bassifondi della classifica. Ed invece no. Perché le partite vanno giocate e vinte sul campo. Con la testa, soprattutto.

Il Napoli però, gia’ colpevolmente ed evidentemente distratto dal big match che lo attende domenica prossima in quel di San Siro, ha patito le classiche pene dell’inferno. Sbagliando l’approccio alla partita e ritrovandosi sotto di due gol quando non era ancora scoccato il trentesimo del primo tempo

. Due schiaffi tremendi. Il primo subito con una difesa in bambola che si è lasciata infilare troppo facilmente dal Verona. Il secondo con l’aiuto di un arbitro e della gang appostata al VAR, che hanno visto un rigore per loro ineccepibile per fallo commesso da Buongiorno. Errore clamoroso andato in scena dopo alcuni minuti di accurata indagine di qualcuno che il calcio continua ad interpretarlo in maniera teorica. Non avendo, magari, mai calcato i campi di gioco. Ma ormai la frittata era stata servita.

Sotto di due gol, il Napoli, bloccato dallo schieramento guardingo ma mai rinunciatario del Verona, ha faticato non poco per tutto il primo tempo. Non trovando mai la giocata giusta per mettere in difficoltà gli scaligeri, ringalluzziti dal doppio vantaggio e pronti ad affondare, di rimessa, negli spazi che il Napoli, fatalmente, concedeva.

Un Napoli involuto ma, bisogna dirlo, pesantemente condizionato nello sviluppo della manovra dall’assenza forzata di Neres, rimpiazzato da un Lang troppo distratto, forse, dalle voci di mercato. Con Conte costretto, tra l’altro, anche a dare un po’ di riposo a Spinazzola e Jesus, ricavando, purtroppo, un risultato negativo dalle incerte prestazioni dei sostituti, Gutierrez e Buongiorno. Ma tant’è. Con l’Inter dietro l’angolo qualche rischio andava pur preso.

Fatto sta che il Napoli, dopo un primo tempo inguardabile, ha, meno male, affrontato la ripresa con maggiore intensità, giovandosi, soprattutto, dell’ingresso in campo di Spinazzola. E, pur in modo confusionario ed a tratti arruffone, di gol ne ha fatti, addirittura quattro. Due buoni con McTominay e Di Lorenzo. Due annullati, di cui uno, quello di Hojlund grida ancora vendetta. Con ancora una volta protagonista il VAR. Scientificamente attento.

Per un pareggio finale che sa però di sconfitta. Perché ora i punti di distacco dall’Inter capolista sono quattro. Alla vigilia della partita delle partite degli ultimi anni.
Per la quale ci vorrà il miglior Napoli. Forte nel fisico e nella testa per uscire indenne da un Meazza che sarà sicuramente un inferno.

A Conte e a tutti gli azzurri l’onere di tirar fuori l’elmetto. Servirà eccome. E poi, forse, per sognare qualcosa arriverà!

Raffaele Castiello