
Brutta sconfitta del Napoli, c’è poco da dire. Il Benfica ha meritato ampiamente la vittoria. Ed ora la corsa per la qualificazione ai play off di Champions si fa veramente difficile per gli uomini di Conte.
Un Napoli , ancora rabberciato per le tante assenze, ha quasi subito alzato bandiera bianca contro i portoghesi di Mourinho. Incisivi, agguerriti, più pronti fisicamente gli uomini dello speciale one. Stanchi nel fisico e nella mente, invece, gli azzurri.
Che hanno giocato una prima mezz’ora sotto tono e decisamente in affanno.
Concedendo occasioni limpidissime ai portoghesi. Clamorosa quella scaturita dal goffo appoggio di un Milinkovic Savic non nella migliore giornata.
Il gol del vantaggio dei Lusitani è venuto così quasi per inerzia. Su un rimpallo fortunato si, ma su una situazione di gioco che andava letta sicuramente meglio dalla retroguardia azzurra.
Che, invece, ha sofferto lo schieramento predisposto da Mourinho con l’obiettivo di non dare nessun punto di riferimento in attacco.
Ma non è che poi gli altri reparti azzurri abbiano fatto faville. E, soprattutto, a centrocampo il Napoli ha sofferto la mobilità ed il fraseggio dei portoghesi.
Con Elmas, in difficoltà ed imbucato dalla velocità nel giro palla dei centrocampisti avversari, ed un McTominay non al meglio della condizione, gli equilibri sono fatalmente saltati. Ed anche l’attacco ne ha risentito.
In verità, qualche buona chance il Napoli è anche riuscito a procurarsela, dopo lo svantaggio, grazie ad alcune giocate di Neres tra i più attivi del tridente schierato da Conte. Ma si è trattato solo di azioni sporadichte sotto le quali il Benfica non ha ceduto.
Anzi, una volta in vantaggio, ha costruito la sua partita sulle ripartenze, lasciando di fronte al Napoli, nel tentativo di riprendere la partita, una doppia linea difensiva stretta, compatta e difficile da sfondare. Sfruttando gli spazi che il Napoli ha, gioco forza, concesso.
Come in occasione del raddoppio ad inizio ripresa, che ha tagliato definitivamente le gambe agli azzurri. Mostrando, ancora una volta, la serata negativa dell’intera retroguardia azzurra.
A niente o poco più hanno portato poi gli innesti di Politano da Spinazzola ad inizio ripresa, praticati da Conte nell’intento di dare maggiore freschezza e reattività alla squadra. Che man mano, al passare dei minuti, ha invece prodotto molto poco mostrando gli effetti degli attuali limiti di organico che, evidentemente, non consentono di mantenere alto il livello delle prestazioni ogni tre giorni.
Ma tant’è ed al momento bisogna soltanto stringere i denti nell’attesa di qualche recupero imminente ( Lobotka e Gutierrez) che possa consentire a Conte di giocarsi meglio le sue carte nei prossimi impegni. Che sono dietro l’angolo: con l’Udinese domenica prossima per difendere il primato in classifica e con il Milan nella semifinale di Supercoppa Italiana il prossimo 18 dicembre a Riad. Tutto maledettamente e subito in una settimana!
Servirà dunque ancora una volta ripartire e pensare gara dopo gara. Perché nulla è perduto e tutti gli obiettivi solo là in bella mostra. Ed il Napoli, quello vero e ritrovato delle ultime esibizioni in campionato, può trovare le giuste alchimie per catturarne qualcuno.
Raffaele Castiello



