Il Napoli batte il Milan: parte la corsa a due per lo scudetto

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Vince il Napoli. A fatica. Vince l’Inter pure a fatica Ma la coppia non scoppia. Comincia così un’affascinante corsa a due verso il tricolore. Con l’Atalanta che sembra ormai fuori dai giochi. Questo ha detto l’ultima giornata di campionato, dove le due di testa hanno mostrato avere le stesse difficoltà per portare a casa I tre punti.

Ancora un finale al cardiopalma quello a cui hanno assistito i meravigliosi e numerosi tifosi del Maradona, sold out di passione azzurra. Con il Milan che quasi la riacciuffa la partita, dopo essere stato dominato dal Napoli nel primo tempo. Con un pronti via eccezionale della coppia delle meraviglie, Di Lorenzo – Politano. Nemmeno il tempo di sistemarsi sugli spalti ed i tifosi hanno potuto gioire per la stoccata vincente di Matteo, sudore e applicazione dalle sue parti. Quando poi Big – Rom ha piazzato la zampata vincente intorno al ventesimo, è stata apoteosi.

Tutta liscia la prima frazione di gioco, con il Napoli tornato al suo consolidato 433 anche per l’improvvisa indisponibilità di McTominay. Forfait dello scozzese che ha costretto Conte a puntare su Neres, non ancora al meglio della condizione. Ma ottima la risposta del brasiliano tutto pepe e accelerazioni ubriacanti. Chiedere al milanista Walker per conferma.

Ben diversa e preoccupante in chiave volata scudetto la seconda frazione di gioco. Dove il Napoli ha subito la pressione del Milan, nel frattempo rimesso a posto da Conceicao. Con Leao, a fare la differenza. Mistero sul suo non impiego dall’inizio!

E provvidenziale Meret, nel bloccare, addirittura, un rigore del Milan nel suo momento di maggiore spinta. Che si è concretizzata con il gol di Jovic che ha rimesso in discussione la gara ad una manciata di minuti dal termine. Creando apprensione, mista a paura di sciupare l’occasione di restare in scia all’Inter.

Ma il Napoli ha retto, con Conte che, indemoniato, è stato costretto a ridisegnare la squadra a fronte di affaticamenti imprevisti, come quello di Lobotka, ed annunciati come quelli di Anguissa e Neres.

Vittoria sudata quindi e nello stile dell’ultimo Napoli d’annata. Che continua a non avere pace lato infortuni, mostrando di avere a disposizione la classica panchina corta oltre che non di qualità. Quella che serve per restare in partita ad alti livelli per tutta la sua durata. E chiuderla quando se ne presenta l’occasione.

È per questo che Conte continua ad augurarsi solo una cosa. Il recupero completo di quelli che, almeno, una certa qualità la assicurano. Per cercare di dare fastidio fino alla fine e provare a togliersi lo sfizio, ora che la champions sembra in cassaforte, di strappare dalle maglie dell’Inter lo scudetto.

Restano otto gare dove bisognerà dare tutto e lottare punto su punto. Senza aspettarsi regali da nessuno. Poi si tireranno le somme. E si darà risposta anche agli irriducibili < guastatori >, che continuano a chiedere a Conte del suo futuro. Senza preoccuparsi del presente, che può regalare al Napoli ed ai suoi tifosi un altro maggio da consegnare alla storia.

Sveglia a questi guastatori! Il futuro è adesso e si chiama Bologna. Tutto il resto è noia!

Raffaele Castiello