Il Napoli affonda ad Empoli, altro che Champions è solo vergogna

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Undici fantasmi in maglia nera, neanche azzurra, certificano con la loro non partita il fallimento sportivo ampiamente atteso di una squadra inguardabile. Sconfitta vergognosa ad Empoli, altro che riscatto in chiave Champions. Senza storia. Nel senso che il Napoli proprio non l’ha giocata. Non l’ha sentita la partita. Zero stimoli. Zero entusiasmo. Zero voglia di lottare per un qualsiasi traguardo. Il niente, dopo il solito gol preso al primo affondo in area di un avversario che si chiamava Empoli. Dopo soli tre minuti. Come belle statuine, marchio di fabbrica di una difesa frallocca.

E poi, novanta successivi minuti di possesso svogliato ed inconcludente. Quasi a far passare il tempo, rassegnandosi alla sconfitta. Tanto, chi se ne frega? L’anno prossimo non farò parte di questa armata brancaleone, il massimo pensiero che è passato sicuramente in testa a molti prodi azzurri

Zero in condotta a tutti. Anche a Calzona che ci ha deliziato con il solito cambio al minuto 88. Simeone for ever. Da matti, dopo aver guidato da rassegnato al peggio un gruppo di calciatori assenti mentalmente, inermi. Senza orgoglio alcuno. Senza rispetto per chi credeva ancora di centrare l’obiettivo di un piazzamento europeo di prestigio reso possibile addirittura da un sesto posto.

Una squadra lacerata da evidenti problemi interni che nemmeno il terzo allenatore d’annata ha saputo e potuto risolvere. Troppo grandi le macerie rimaste dopo la magnifica cavalcata dello scudetto. Troppo grandi gli errori commessi da un presidente padre/padrone che ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare. Allenatori, acquisti, uscite in pubblico su temi importanti come quelli relativi allo stadio ed al fantomatico centro sportivo da realizzare.

Mentre il marcio avanzava in un gruppo ormai non più gruppo. Dove l’unico apparentemente soddisfatto, si fa per dire, era un Osimhen forte del suo nuovo contratto milionario. Anteprima di una cessione da plusvalenza da urlo. Quelle che tanto piacciono al presidente. Con gli altri frastornati da un andirivieni di improbabili allenatori. Un francese cacciato dagli arabi, un toscano in cerca di un suo personale riscatto ed un calabrese a mezzo servizio. Un mix davvero imbarazzante, da sopportare con davanti l’obiettivo di non rinnovi o di rinnovi al ribasso per molti.

Troppo se si aggiunge anche un atteso e possibile rilassamento dopo un campionato vinto dove, quasi tutti, avevano tirato fuori il massimo ed anche più da se stessi. E così dopo questa ennesima brutta figura, quel che resta è solo cenere da cui ricostruire con coraggio e senza guardare in faccia a nessuno. O almeno così dovrebbe essere, facendo piazza pulita e portando a Napoli facce nuove. Nuovi entusiasmi, di chi ha fame di vittoria. Iniziando con un progetto serio. Partendo dal costruire, finalmente, una struttura societaria degna di questo nome. Con ruoli ben definiti assegnati a chi sa fare calcio. Altrimenti nemmeno Conte, Klopp o qualsivoglia allenatore si riesca ad immaginare, potrà riuscire nell’impresa di plasmare una compagine competitiva, partendo dallo scatafascio attuale.

Sarà così? Vedremo, ma già in lontananza sembra di sentire l’eterna litania a cui siamo abituati in fase di mercato. Esce uno ed entra un altro! Equazione questa che appare di difficile soluzione quest’anno. Perché saranno molti quelli che devono uscire ed i tempi biblici delle trattative del Napoli lasciano più di qualche dubbio. Ma tant’è! Non ci resta che attendere per vedere Pasquale, pardon, Aurelio, dove vuole arrivare.