Il leader di Azione:”Se non cambia la legge elettorale, non c’è alternativa al presentarsi fuori dalle coalizioni e impedire la nascita di governi pericolosi”

Nell’intervista rilasciata a La Repubblica il 15 maggio Carlo Calenda ribadisce l’intenzione di costruire un polo del pragmatismo e della serietà, che si presenterà da solo alle elezioni. Impossibile governare con chi dice no a tutto e pungola il governo in un momento così delicato. Le distanze sulla politica estera fra Pd e M5s rischia di impantanare i dem in un terreno rischioso, “come farebbero a rispettare gli impegni con la Nato? Oppure a costruire i rigassificatori e i termovalorizzatori che servono?”.

Rompere il sistema bipopulistico è possibile solo prendendo tra l’8 e il 10% alle politiche, impedendo a sovranisti e populisti di governare.

L’inflazione, le tensioni internazionali e il covid delineano uno scenario critico al quale l’Italia deve prepararsi. La ricetta proposta dal leader di Azione è costituire una coalizione di governo saldamente atlantista ed europeista, composta da “l’area coagulata attorno ad Azione, Pd, Forza Italia e la Lega che ha cultura di governo”. Il riferimento è chiaramente a Giorgetti, ospite al congresso di Azione, non mancano apprezzamenti al Ministro Carfagna; difficile pensare che i due escano dal centrodestra per intraprendere l’avventura calendiana, ma il leader romano è certo che “se c’è da fare un governo di coalizione in una situazione economica che sarà drammatica, nessuno potrà sottrarsi. E difficilmente si troverà qualcuno migliore di Draghi per affrontare lo tsunami che ci aspetta e tenere in sicurezza il Paese”.

Un Draghi eternum sostenuto dai partiti membri delle famiglie europee per prendere le decisioni necessarie per il paese, in un chiara collocazione internazionale, fondato sul rilancio delle competenze. La via per arrivare a questo ambizioso traguardo è conquistare i voti degli elettori stanchi dell’improduttività degli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, presentando un’offerta politica liberale democratica e riformista.

Le amministrative del 12 saranno l’ultimo banco di prova prima di cambiare i giri e partire sul serio, intanto il leader di Azione continua il tour sui territori e gli incontri di presentazione del nuovo libro La libertà che non libera.

di Vincenzo D’Arienzo

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