
Intervenuto da remoto ai lavori della commissione Ambiente della Camera, Italo Giulivo ha spiegato che “quella vulcanica dei campi flegrei, come quella del Vesuvio, rappresentano le uniche due emergenze nazionali che vengono gestite dalla protezione civile in fase arancione, in quella che è sostanzialmente la fase di pre-allarme e non di allarme. Il sistema insomma – ha affermato il direttore generale dei lavori pubblici e della protezione civile della Regione Campania – si prepara per fronteggiarle in tempo”.
“Vanno dunque tarate tutte le viabilità di fuga, anche nei percorsi interni dei singoli comuni. Comuni che hanno ricevuto specifici finanziamenti dalla Regione Campania per aggiornare e completare la pianificazione interna per affrontare l’eventuale emergenza, non solo vulcanica ma anche ad esempio idrogeologica. Ed ulteriori finanziamenti legati ai Fesr 21/27 sono già previsti per supportare i Comuni”. Giulivo ha anche parlato del “collegamento tra il porto Pozzuoli e la tangenziale, che prevedeva un tunnel, oggi terminato. Ora si è al lavoro per la presa in carico della gestione della galleria. Il Comune ha espresso perplessità, la Regione sta lavorando per dare una mano e sul tema si è già svolto un incontro lo scorso 6 ottobre”.
Nel suo intervento ha evidenziato anche che “la Regione Campania ha sottoposto il proprio piano di allontanamento dai Campi Flegrei in caso di attività eruttiva agli organi preposti. Piano che tiene conto delle risultanze delle prove di evacuazione ‘Exe Fregrei 2019’ e nel quale tutte le infrastrutture esistenti sono tutte state prese in considerazione”. Giulivo ha anche spiegato come “le aree d’incontro previste dal piano sono già al di fuori zona rossa. Chi raggiunge queste aree è di fatto già lontano dalle zone che risultano rischiose per la vita umana”.
Il direttore generale della protezione civile regionale ha inoltre sottolineato che “le modalità di allontanamento configurate con Acamir (agenzia campana mobilità, infrastrutture e reti) prevedono che le viabilità tra chi va via autonomamente e chi con mezzi propri non si incrocino. Per fare questo sono state assunte tutte le informazioni del caso, verificando che nell’area flegrea vi sono circa 300mila veicoli funzionanti. Nonostante questo, il piano ha previsto che la metà dei residenti della zona rossa resti a carico del sistema pubblico. Ma pur supponendo che tutti si allontanino contemporaneamente, si è verificato che le vie interessate hanno un’adeguata sostenibilità, anche se vanno migliorate e si continua a valutare tutte le eventuali criticità”.



