Festa scudetto sì, no… forse

Martedì 18 aprile è finita la splendida avventura in Champions League del Napoli. Che sia chiaro i ragazzi di Spalletti hanno dato tutto e di più e da tifoso degli azzurri non posso fare altro che applaudire la squadra. Ma non è di calcio giocato o di statistiche o di arbitraggi più o meno favorevoli che voglio parlare, perché se la coppa è stata solo un piacevole fuori menù di questa stagione, il vero piatto forte è un altro e si chiama Campionato.

Già solo nominare questa parola fa venire i brividi e fino a marzo di quest’anno nessun tifoso sano di mente avrebbe mai avuto il coraggio di profferire la parola Scudetto. Invece la stagione perfetta di Osihmen e compagni ha fatto cadere ogni tabù e la città ha iniziato a colorarsi d’azzurro un po’ ovunque e chi più chi meno sta pensando al momento in cui la città esploderà di gioia. Voci più o meno confermate, tra l’altro,  già parlano di una festa organizzata da De Laurentiis in collaborazione con il comune di Napoli che, per la cronaca, avrebbe già una data ufficiale ovvero il 4 Giugno, ma la vera domanda è un’altra. Quanto è pronta la città di Napoli a gestire un evento che il popolo sta aspettando da 33 anni?

Ora non fate finta di essere distaccati, non dite che la cosa non vi tange, che non siete tifosi eccetera eccetera. Non siete credibili. Il problema anzi, i problemi sono diversi e riguardano cose squisitamente pratiche come, gestione di auto e persone che si riverseranno in città, il già sovraffollato Murales di Maradona che sarà ancor più inaccessibile, trasporti, viabilità, sicurezza e ultimo ma non ultimo.

L’entusiasmo del napoletano perché, parafrasando Luciano De Crescenzo, un cinese festeggia per un cinese solo, un messicano festeggia per un messicano, invece il napoletano festeggia per tre cinesi tre messicani e per 12 napoletani più uno che è lui.

Insomma  a volte ci facciamo prendere dall’entusiasmo bisogna ammetterlo, quindi onde evitare di farci trovare impreparati ad una festa che tutti vogliamo vivere, a mio avviso dovremmo tirare un momento il freno a mano, non perché non c’è ancora la matematica certezza, ma solo perché potremmo approfittare del tempo che manca per fare in modo di essere pronti, in ogni senso.

Roberto Musella

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