
Quando dopo 18 minuti resti in inferiorità numerica contro una squadra come il Manchester, hai poco scampo. Ed il gol, con una giocata di qualità, è lì dietro l’angolo pronto a colpirti. Sopratutto se confezionato dalla coppia Foden – Haaland. Due che fanno male.
Ed è andata proprio così. Perché dopo il vantaggio degli uomini di Guardiola, la partita è praticamente finita
Il Napoli esce sconfitto dell’Etihad Stadium nel suo esordio in champions. Ma ci ha messo il cuore, la grinta, la concentrazione giusta. Resistendo, con un ottimo Milinkovic Savic autore di alcuni decisivi interventi, fino al decimo della ripresa prima di soccombere di fronte alla superiorità numerica susseguente all’espulsione di Di Lorenzo. Giusta, ma decisiva nell’indirizzare la partita verso una probabile sconfitta. Che poteva diventare disfatta. Ma così non è stato.
Pur subendo la supremazia a tutto campo degli inglesi, il Napoli ha, infatti, almeno evitato una imbarcata. Con una tenuta del campo tuttavia dispendiosa, generata dal completo controllo del gioco lasciato gioco forza, in mano agli uomini di Pep Guardiola. Che a far girare la palla, anzi a nascondertela, sono veramente bravi con il loro fraseggio ubriacante.
Il raddoppio è così venuto solo a seguito di una giocata del singolo. Quel Doku fortemente temuto nella vigilia che ha puntualmente colpito.
Della partita del Napoli in fase di attacco e di costruzione della manovra c’è, invece, ben poco da dire. Perché lasciare un uomo di vantaggio all’avversario in partite del genere, significa consegnarsi a quest’ultimo, con scarsa probabilità di creargli problemi. Soprattutto se l’avversario si chiama Manchester City e fa del giro palla e della qualità dei suoi interpreti il suo punto di forza.
L’aveva certamente intuito anche Conte. Costretto dagli eventi ed immaginando una partita di puro e dispendioso contenimento dopo l’espulsione di Di Lorenzo, a sostituire, con coraggio ed assumendosi tutte le responsabilità tecniche del caso, il protagonista più atteso dell’incontro. E De Bruyne, da grande professionista qual’e’, non ha battuto ciglio. Chapeau ad entrambi!
Sconfitta, dunque, da mettere subito in archivio. E dalla quale bisogna certamente cercare di imparare. Perché quando si alza l’asticella, anche il minimo errore può essere fatale. E compromettere il prosieguo in una competizione come la champions che, nel nuovo format, lascia poco spazio agli incidenti di percorso.
Per carità, perdere a Manchester ci sta, eccome. Anche giocando in parità numerica. Ma è anche vero che già la prossima sfida casalinga del Napoli in Champions ha il sapore del dentro o fuori.
È contro lo Sporting Lisbona che il Napoli dovrà fare i punti che devono alimentare la speranza di inseguire la qualificazione diretta agli ottavi.
E Conte, apparso fiducioso e soddisfatto in conferenza post gara, saprà sicuramente motivare i suoi ragazzi in tal senso.
Con occhio ovviamente attento al campionato. Cercando vittorie che diano forza e compattezza al suo gruppo.
E poi perché vincere aiuta a vincere.
Raffaele Castiello



