E’ un Napolissimo: Juve affondata, delirio al Maradona!

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Cade la Juve, sotto i colpi di un Napoli spietato. Un Napolissimo, stasera. Che si è preso con merito la scena del Maradona a fine partita. Cori e abbracci sugli spalti sulle note di “O’ surdato ‘Nnammurato”. “Oje vita, oje vita mia”. Che spettacolo!

Il Napoli fa sua una partita di quelle vere. Che ti indirizzano una stagione. Che ti rendono più forti. Al di là del primato in classifica. Una vittoria ancora una volta in rimonta. Come già accaduto a Bergamo. La diciassettesima in campionato. La settima consecutiva. Numeri che autorizzano a sognare qualcosa in più di un piazzamento in Champions. C’è voluto però una grande prestazione per avere ragione di una Juve che, almeno nel primo tempo, ha reso la vita difficile agli azzurri. Gli uomini di Motta hanno, infatti, tenuto molto bene il campo lasciando pochissimo spazio alle manovre del Napoli. Un Napoli che quasi mai è riuscito ad innescare la velocità di Neres ed ha stentato a trovare i giusti equilibri a centrocampo con un Lobotka schermato a dovere in fase di impostazione.

E così, il vantaggio della Juventus con il neo arrivato Kolo Muani è sembrato meritato. Anche se arrivato per una sfortunata carambola generata da Anguissa, autore di un assist involontario. Cose che succedono nel calcio. Un episodio che avrebbe potuto cambiare il destino di questo campionato per il Napoli. Ma così non è stato.

Perché il Napoli ha giocato un secondo tempo praticamente perfetto. Mettendo sotto la vecchia signora e ribaltando la partita in una ventina di minuti di calcio giocato ad altissimo livello. Andando a pressare a tutto campo con un Anguissa indemoniato. Pronto a siglare la sua quinta rete stagionale per il pareggio azzurro su imbeccata di Politano. Con Di Gregorio costretto a capitolare dopo un precedente miracolo compiuto su colpo di testa di Lukaku.

Napoli arrembante. Devastante sulla sinistra con un redivivo Spinazzola. Con un Neres finalmente pungente perché tutto il Napoli, più alto, riusciva a portare più uomini nell’area bianconera. Ed un McTominay dalla prorompente fisicità contenuta solo con un chiaro fallo da rigore intorno al settantesimo. Rigore trasformato impeccabilmente da Big Rom – Lukaku. Un altro gol pesante dopo quello della vittoria a Bergamo.

Per un Napoli che vola, sull’onda dell’entusiasmo. Ma che, partita dopo partita, acquisisce una solidità di squadra eccezionale. Una squadra che sa quello che vuole. Che mette la barra a dritta nei momenti in cui serve fare qualcosa in più.

Guidata ed allenata perfettamente dal suo condottiero. Antonio Conte da Lecce. Quello del megafono. Delle colazioni al bar tra la gente di Napoli. Quello che esulta come il più sfegatato tifoso napoletano ad ogni gol della sua squadra. Ma che non si lamenta del mercato incompleto e difficile di gennaio. Tanto la guerra, sportiva s’intende, la sta già facendo e la continuerà, semmai, a fare con il gruppo forte che è riuscito a costruire. A sua immagine.

Un mister che parla ancora di fieno in cascina, per tenere alta la concentrazione dei suoi. Ben conoscendo le insidie di un torneo dove, pur avendo quasi sempre vinto, non riesce a scrollarsi di dosso una temibile Inter. Ecco: tempo al tempo sembra voler far capire Conte a tutti. Anche se, probabilmente, in cuor suo sogna l’impresa. E non solo per se stesso, ma anche per una città pronta a vestirsi di nuovo a festa. Azzurra, naturalmente!

Raffaele Castiello